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CORSOintra

Si è svolto nella mattinata di Mercoledì 07/10/2020 un webinar organizzato da “British Embassy Rome Events”.

I relatori hanno sviluppato una panoramica della situazione in previsione dell’effettiva uscita di UK da Ue prevista per il 01/01/2021, per preparare le aziende italiane, paese che risulta essere l’ottavo partner economico di UK a livello globale.

Una delle prime precisazioni è che le novità non riguarderanno l’Irlanda del Nord, sia a livello daziario che di controlli doganali.

I controlli doganali si svilupperanno in 3 distinte fasi a partire da inizio anno:

1° fase: da 01/01/2021. Procedure doganali di base, con 6 mesi di tempo per emissione di DAU (bolla doganale). Da verificare in tale periodo la propria posizione fiscale nei confronti di HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs), in pratica il fisco inglese.

2° fase: da 01/04/2021. Pre-notifica e documentazione sanitaria obbligatoria su POAO (prodotti di origine animale)

3° fase: da 01/07/2021. Procedure doganali complete.

E’ stato ribadito che non vi è stata (e non è prevista per il futuro) nessuna richiesta di estensione del periodo transitivo attualmente in atto.

Importante l’incontro previsto per il 15/10 tra esponenti di UK e UE finalizzato all’appianamento delle ultime divergenze, che riguardano soprattutto i prodotti della pesca e il “Level Playing Field”, vale a dire l’allineamento normativo. L’obiettivo è sicuramente quello di arrivare alla stipula di un accordo di libero scambio (FTA – Free Trade Agreement) anche se al momento non è possibile fare previsione sul percorso di ottenimento di tale documento.

Il documento di riferimento dal lato inglese è il “Border Operating Model”: manuale in costante aggiornamento delle procedure di gestione delle operazioni di confine con UE.

Le indicazioni principali per gli operatori UE (e quindi italiani) sono le seguenti: dotarsi di un numero EORI (Economic Operator Registration and Identification) indispensabile per poter effettuare operazioni doganali. E’ un codice univoco, assegnato a livello della Comunità economica europea, da utilizzare nei rapporti con le autorità doganali europee. Per quanto riguarda l'Italia è stata presa la decisione di assegnare come numero EORI lo stesso della Partita IVA preceduto dalla sigla IT ove possibile o, in alternativa, il numero di Codice fiscale. La decisione è stata accompagnata dall'apertura di una banca dati automatica con i dati dei soggetti autorizzati che hanno effettuato operazioni con l'estero e la relativa assegnazione del codice EORI. I soggetti italiani che hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini doganali dopo il 30 giugno 2009 sono automaticamente registrati nella base dati EORI all'atto dell'effettuazione della prima operazione doganale.

A sua volta il soggetto UK dovrà essere dotato di codice EORI UK.

Per quanto riguarda le questioni IVA è possibile pagare l’IVA o chiederne il rimborso.

Alla fine del periodo di transizione, il governo UK introdurrà un nuovo modello per il trattamento IVA delle merci in arrivo in Gran Bretagna, ciò garantirà che le imprese del Regno Unito non siano svantaggiate dalla concorrenza delle importazioni esenti da IVA. Migliorerà inoltre l'efficacia della riscossione dell'IVA sulle merci importate e affronterà il problema dei venditori d'oltremare che non sostengono il pagamento dell'IVA sulle vendite di merci che si trovano già nel Regno Unito nel punto vendita.

Questo documento segue la pubblicazione, il 13 luglio 2020, di The Border Operating Model e amplia le sezioni relative al trattamento IVA delle spedizioni non superiori a £ 135 a partire dal 1 ° gennaio 2021.

 “Visti” per agenti commerciali: non saranno richiesti “visti” per permanenze inferiori a 6 mesi.

Sarà inoltre operativo un “Import Control System” che avviserà l’importatore UK dell’arrivo della merce ancora prima della sua partenza da UE: sarà previsto un “pre-lodgement” della bolla doganale prima dello spostamento fisico delle merci.

Particolare attenzione dovrà essere prestata per tutti gli operatori che utilizzano componentistica UK all’interno delle proprie distinte basi: eventuali componenti UK non potranno più essere considerati di origine preferenziale UE, con eventuali ripercussioni sull’attribuzione dell’origine preferenziale al prodotto finito.

Alo stesso modo autorizzazioni AEO (Authorized Economic Operator) rilasciate in UK no saranno più riconosciute a livello UE.

UKCA sarà il marchio di competenza UK che andrà a sostituire il marchio “CE”, il periodo di transizione coprirà l’intero anno 2021 e finirà quindi il 31/12/2021.

Tale marchio UKCA non sarà riconosciuto all’interno della UE e non avrà validità per l’Irlanda del Nord come detto sopra.

Anche a livello di REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals) vedrà la nascita di un nuovo marchio “UK REACH” che agirà in parallelo a quello già esistente.

A fine periodo di transizione è previsto un nuovo registro UK per le produzioni IGP (indicazione geografica protetta) la cui tutela dovrebbe essere ricompresa nell’accordo di libero scambio UE/UK.

 A breve sarà disponibile una lista completa di tutti prodotti soggetti ad accisa (esempio: tabacco, alcool, ecc….) che dovranno seguire un iter particolare, il cui controllo sarà fin da subito totale.

UK aderisce fin da subito al regime comune di transito (per merci di passaggio da UK ma destinate a paesi terzi).

Per quanto riguarda i dazi doganali il documento di riferimento è il “UK GLOBAL TARIFF”, attualmente in costante aggiornamento e visitabile al seguente link: https://www.gov.uk/check-tariffs-1-january-2021

La Commissione UE ha adottato alcune misure finalizzate all'aumento degli scambi tra UE e paesi della regione PanEuroMediterranea (PEM) durante la riunione dello scorso 24/08/2020.

Le nuove procedure riguardano l'adozione di regole più flessibili: in termini di percentuale di materiale non preferenziale utilizzato nelle lavorazioni e in relazione al numero di regole previste.

Le principali novità riguardano:

  • innalzamento soglia di tolleranza per materiali non originari: da 10% a 15%;
  • introduzione di regole più semplici e modifica delle norme sulla doppia lavorazione nel settore tessile;
  • introduzione del cumulo totale, in base al quale le lavorazioni possono essere svolte all'interno di più Stati, nell'ambito della regionalità PanEuroMediterranea;
  • introduzione del principio del "duty-drawback": lo Stato può rimborsare il dazio sostenuto su materie prime nel caso in cui il prodotto finito venga riesportato in regime di origine preferenziale.

NIBI, la nostra Business School sull'internazionalizzazione, organizza un corso online per aggiornare le aziende sulle opportunità derivanti dall'ottenimento dell’autorizzazione unionale di Operatore Economico Autorizzato. Il corso si terrà online il 25 settembre dalle 9.30 alle 13.30.

A chi si rivolge
Il corso di rivolge a personale dell'ufficio logistica, export/import manager, imprenditori, responsabili amministrativi.

Perchè partecipare
L’ottenimento dell’autorizzazione unionale di Operatore Economico Autorizzato (AEO) diviene oggi l’obiettivo primario per le aziende che intendano velocizzare e semplificare le procedure doganali per l'import/export, abbattendo costi e controlli doganali. Al fine di poter acquisire lo status di “operatore economico autorizzato” è necessario presentare un’apposita domanda alle competenti autorità doganali e dimostrare il possesso di specifici requisiti che verranno descritti durante il corso. I partecipanti potranno ricevere informazioni pratiche per ottenere lo status di operatore economico autorizzato e confrontrarsi con esperti del settore.

Programma
Docente: Simone Del Nevo, docente NIBI

Autorizazzione AEO
I vantaggi dell’autorizzazione AEO
Gli aspetti doganali connessi all’autorizzazione AEO
Le tipologie delle autorizzazioni:
L’autorizzazione AEOC
L’autorizzazione AEOS
L’autorizzazione AEOF
Il certificato di autovalutazione AEO
Il futuro degli scambi intracomunitari ed i vantaggi in ottica 2022

 

Per informazioni
Maria Romeo
Tel. 059 208349
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Cinzia Bolognesi
tel. 0544 481415
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Roma, 09 settembre 2020

In relazione alla problematica relativa al rilascio da parte del Vietnam di certificati EUR.1 non conformi, la Commissione Europea ha informato con nota del 04.09.2020 che le Autorità vietnamite si sono impegnate a risolvere i problemi tecnici che hanno generato la stampa di 100.000 certificati Eur.1 difformi rispetto a quanto previsto nell’Allegato VII del Protocollo 1 del FTA.

La difformità riscontrata per i certificati dal n. AA000001 al n. AA100000 consiste nell’aver impresso il modello su un fondo arabescato di colore blu, anziché, correttamente, su fondo verde.

La Commissione comunica che tale stock di modelli sarà eccezionalmente accettato nella UE ma solo fino al suo esaurimento e comunque non oltre il 31.12.2020.

Tale periodo di tolleranza è concesso per consentire al partner vietnamita la stampa di successive serie AB di certificati conformi, precisando che qualsiasi certificato non conforme rilasciato oltre la data stabilita dovrà essere rifiutato nella UE.

Con la determinazione direttoriale Prot. 262063/RU del 28 luglio 2020 ed il connesso avviso recante stessa data, l’Agenzia delle Dogane informa che la Commissione europea, con Decisione n. 2020/1101 del 23 luglio, pubblicata in G.U. dell’Unione europea L 241 del 27 luglio 2020, ha modificato l’efficacia temporale del beneficio di esenzione dai dazi doganali e dall’IVA, applicabile alle importazioni di merci utili a fronteggiare la pandemia, previsto con Decisione UE n. 491 del 3 aprile 2020. Secondo quanto previsto da tale Decisione, la sopra citata esenzione è applicabile alle importazioni, dotate dei previsti requisiti, effettuate nel periodo 30/01/2020 – 31/10/2020. Le istruzioni in merito sono contenute nella determinazione direttoriale in oggetto. Contestualmente, con la nota Prot. 262364/RU del 28 luglio 2020 l’Agenzia delle Dogane ha fornito ulteriori precisazioni riguardo gli obblighi che rimangono invariati, in particolare, con riferimento alle categorie di soggetti ammessi alla fruizione del beneficio e le le finalità cui sono destinate le merci importate in esenzione.

 

(CONSIGLIO NAZIONALE SPEDIZIONIERI DOGANALI)

Nella Gazetta Ufficiale dell’UE è stato pubblicato l’Avviso 2020/C 176/03, con cui la Commissione europea informa che il sistema REX verrà esteso a partire dal 1° settembre 2020 anche per gli Stati ESA (Eastern and Southern Africa). A decorrere dalla data sopraindicata pertanto, i prodotti originari dell’UE beneficiano, all’importazione negli Stati dell’ESA, del trattamento tariffario preferenziale dell’APEI (Accordo di Partenariato Economico tra gli Stati dell’Africa orientale e australe e la Comunità europea e i suoi Stati membri, attualmente applicato da Comore, Madagascar, Mauritius, Seychelles e Zimbabwe), su presentazione di una dichiarazione su fattura compilata da un esportatore registrato a norma della legislazione dell’UE. In termini pratici, questa misura significa che:
– fino al 31 agosto 2020 (incluso), gli Stati dell’ESA concederanno il trattamento tariffario preferenziale ai prodotti originari dell’UE su presentazione o di un certificato di circolazione EUR.1 o di una dichiarazione su fattura compilata da esportatori autorizzati ai sensi dell’articolo 24 o da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi 6 000 EUR;
– dal 1° settembre 2020, gli Stati dell’ESA concederanno il trattamento tariffario preferenziale ai prodotti originari dell’UE esclusivamente su presentazione di dichiarazioni su fattura compilate da esportatori registrati nel sistema REX dell’UE o da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi 6 000 EUR.
Gli esportatori e gli altri operatori economici interessati dell’UE sono pertanto invitati ad adottare le misure necessarie per applicare le nuove disposizioni a decorrere dal 1° settembre 2020. Tali misure comprendono principalmente la registrazione degli esportatori nel sistema REX (qualora non sia già stata effettuata); e l’uso esclusivo delle dichiarazioni su fattura per le spedizioni per le quali si prevede di chiedere un trattamento tariffario preferenziale in uno Stato dell’ESA a partire dal 1° settembre 2020. Gli operatori dell’Unione europea già registrati nel sistema REX allo scopo di beneficiare di altri regimi preferenziali utilizzano il numero REX che è già stato loro assegnato.

CONSIGLIO NAZIONALE SPEDIZIONIERI DOGANALI

Roma, 16 luglio 2020.

Con la circolare n. 21 del 16 luglio 2020 è stata prevista una ulteriore proroga sino al 31 ottobre 2020 delle disposizioni di cui alla nota prot. n. 91956/RU del 26 luglio 2019, relativa alle procedure per il rilascio dei certificati attestanti l’origine preferenziale delle merci.

Tale decisione è stata assunta da ADM a supporto dell’export del sistema Paese in questo particolare momento storico.

Agenzia delle Dogane

 

Gli accordi siglati nell’estate del 2019 ad Hanoi, capitale vietnamita, tra UE e Vietnam sono stati ratificati dalle rispettive istituzioni.

L’Accordo di Libero Scambio, denominato EVFTA, entra in vigore il 01/08/2020.

Sin dall’entrata in vigore dell’accordo il 65 per cento delle linee tariffarie dell’Ue potrà entrare in Vietnam in esenzione di dazio. Nell’arco di 10 anni sarà interessato dalla misura il 99 per cento dei dazi sulle linee tariffarie.

Produrre in Vietnam consente di esportare i prodotti trasformati godendo di preferenze tariffarie in numerosi altri Paesi che hanno concluso con il Paese asiatico accordi di libero scambio come India, Cina e Hong Kong.

Entro tre anni dall’entrata in vigore dell’accordo le autenticazioni consolari non potranno più essere richieste (con vantaggio particolare per l’esportazione di cosmetici, farmaceutici e autoveicoli).

Viene riconosciuto lo status di esportatore Registrato (Banca Dati REX) per facilitare le esportazioni di merce di origine preferenziale UE con destinazione Vietnam.

Con nota prot. n. 200901/RU del 3 dicembre 2019, al fine di fronteggiare le situazioni di criticità connesse al suddetto adeguamento manifestate da alcuni Uffici territoriali, era stata data facoltà di prorogare il termine relativo alla procedura sulla previdimazione dei certificati EUR1 ed A.TR. di ulteriori 90 giorni, poi ulteriormente prorogato di altri 60 giorni a fronte dell’emergenza sanitaria in corso. La scadenza, quindi era prevista per il 21 giugno 2020.

Atteso il protrarsi dell’emergenza socio-sanitaria in atto, la scadenza del termine in questione è prorogata di ulteriori 30 giorni, decorrenti dal 21 giugno 2020: quindi fino al 21 Luglio 2020.

Indicazioni operative relativamente alla gestione dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel periodo emergenziale causato dal COVID-19.  
 
Nel dettaglio: modalità di gestione delle attività istruttorie da espletare a fronte di istanze ed autorizzazioni gestite dal sistema CDMS e del rilascio dello Status di esportatore autorizzato, favorendo il ricorso ad istruttorie condotte in ufficio su base documentale.  
 
Si indica la possibilità, per l’Ufficio, di avvalersi di riscontri già effettuati, potendosi limitare ad acquisire solo gli specifici elementi integrativi di cui non fosse già in possesso.   
Pertanto, qualora gli Uffici dispongano già della documentazione occorrente ed abbiano sufficienti elementi istruttori, potranno avvalersene per procedere al rilascio dell’autorizzazione.  
L’acquisizione di ulteriori specifici elementi documentali potrà del caso avvenire anche d’ufficio, facendone richiesta all’esportatore”   Proseguendo poi nella parte relativa al rilascio delle prove di origine e facendo seguito ad una analoga richiesta della Commissione, veniva rinnovato l’invito “a promuovere il più ampio utilizzo possibile dello Status di esportatore autorizzato, al fine di facilitare la produzione di prove dell'origine in alternativa alla certificazione cartacea. In tal modo, infatti, si superano le difficoltà connesse al periodo emergenziale e, al contempo, si garantisce il rispetto delle procedure previste nei singoli accordi commerciali,        
                                       
Appare evidente l’intenzione di garantire agli operatori economici di poter usufruire dei benefici previsti dai vari accordi commerciali, garantendo al contempo sia la correttezza delle procedure che la tutela della salute del personale coinvolto nelle attività istruttorie.   Ciò premesso, codesti Uffici adotteranno ogni misura per favorire l’acquisizione su base documentale dei dati ritenuti necessari ai fini del rilascio dello Status di esportatore autorizzato, eventualmente integrando le suddette acquisizioni con forme di contraddittorio da remoto (es. videoconferenza) con i rappresentanti aziendali,  al fine di conseguire:   - la riduzione del rilascio dei certificati cartacei; - la riduzione del rilascio dei certificati in copia, - la riduzione dei contatti tra operatori e personale ADM.  
Eventuali accertamenti tecnici, potranno comunque essere effettuati in un momento successivo o comunque nell’ambito delle normali attività di controllo sull’utilizzo della dichiarazione di origine su fattura.
 
Ogni eventuale criticità dovrà essere tempestivamente segnalata alla scrivente.

Denominazione prodotto - Descrizione Beni/Prodotto - Codici NC - Aliquota dazio

1 Apparecchi meccanici/macchinari

Apparecchi meccanici (anche a mano) per spruzzare, cospargere o polverizzare materie liquide o in polvere

8424 89 70

1,7%

 

2 Abbigliamento di copertura integrale (Tute protettive)

Indumenti da lavoro da uomo in fibre sintetiche o artificiali

6211 33 10

12%

 

Altri indumenti da uomo realizzati in fibre sintetiche o artificiali

6211 33 90

12%

 

Camici monouso, del tipo usato da pazienti o chirurghi in ambito chirurgico

6210 10 92

12%

 

Grembiuli, camiciotti ed altri indumenti da lavoro da donna di fibre sintetiche o artificiali

6211 43 10

12%

 

3 Disinfettanti Preparazioni per liscivie e preparazioni per pulire

3402 90 90

4%

 

4 Prodotti Chimici Mezzi di coltura preparati per lo sviluppo e la conservazione dei microrganismi (compresi i virus e gli organismi simili) o delle cellule vegetali, umane o animali

3821 00 00

5%

Al fine di razionalizzare la filiera di distribuzione delle merci occorrenti al contrasto alla diffusione del COVID-19, in vista della ripresa delle attività economiche, e di snellire il sistema di controlli, ADM sta stilando una serie di Protocolli d’intesa con Associazioni di categoria di imprenditori, industriali, commercianti (o loro emanazioni territoriali) ed Enti (Regioni, Città Metropolitane o singoli Comuni) o Pubbliche Amministrazioni.
Le Associazioni di categoria, loro consociate ed emanazioni territoriali e gli Enti e le Pubbliche Amministrazioni interessate a stipulare i Protocolli d’intesa di cui sopra possono contattare ADM inviando apposita mail al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ovvero chiamando il numero 06 58573834.
 
In ragione di tali accordi, i destinatari dei benefici previsti dalla decisione 491/2020 dell’UE (Enti e Pubbliche Amministrazioni) possono, laddove lo ritengano utile per il contrasto alla pandemia COVID 19, concludere specifici protocolli finalizzati “alla distribuzione gratuita alle vittime della catastrofe” COVID19, nel proprio territorio e/o nei propri ambiti di competenza.
 
Si tratta, in sostanza, di donazioni che le Associazioni di Categorie e/o i loro affiliati – agendo come delegati degli Enti e delle Pubbliche Amministrazioni di cui alla citata Decisione 491/2020 - possono elargire a nome e per conto dell’Ente pubblico, procedendo anche alla consegna gratuita a specifiche categorie della popolazione precedentemente individuate con gli Enti pubblici all’interno dei territori di competenza, in ossequio alla riconosciuta necessità di fornire gratuitamente presidi necessari alla prevenzione/cura del COVID19 per contrastarne la diffusione.
 
Nella sezione “Emergenza COVID-19”, sotto sezione “Protocolli d’intesa”, del sito internet di ADM, si trovano i link a questi Protocolli che sono raggruppati sotto la voce “Protocolli attuativi” (https://www.adm.gov.it/portale/protocolli-di-intesa).
 
In attuazione dei suddetti accordi, le Associazioni di categoria firmatarie, direttamente o per il tramite di loro consociate ed emanazioni territoriali o di altri soggetti appositamente incaricati, raccoglieranno la disponibilità delle aziende loro associate ad attivarsi per le suddette donazioni, affinché l’interesse dell’Ente o della Pubblica Amministrazione si concretizzi, assicurando la distribuzione totalmente gratuita di mascherine e DPI ai dipendenti degli associati che operano nel territorio di competenza dell’Ente o della Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa. Le Associazioni, nel proporre le aziende incaricate della distribuzione gratuita, dovranno assicurarsi dell’affidabilità delle stesse.
 
Tale raccolta porterà all’individuazione di un quantitativo complessivo di mascherine da distribuire gratuitamente alla popolazione a cura dell’Associazione di categoria (o di un soggetto da essa delegato) e nell’interesse e per conto dell’Ente o della Pubblica Amministrazione.
 
In deroga alle normali procedure, ai sensi dei citati Protocolli d’intesa, potranno accedere alla procedura di svincolo diretto anche gli importatori di mascherine generiche, che soddisfino i requisiti previsti dalla Circolare MISE n. 107886/20202.
 
A fronte del quantitativo complessivo così raggiunto, verrà effettuato un solo ordine per il quale verrà prodotto un unico “Modulo di svincolo diretto per Protocolli d’Intesa – MSDPI” nel quale verrà indicato che l’operazione è effettuata “Per conto e nell’interesse” dell’Ente Territoriale o della Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa (del quale devono essere indicati gli elementi identificativi: numero di protocollo e data di sottoscrizione). In ragione delle delega conferita con il Protocollo d’intesa, l’MSDPI sarà firmato dal legale rappresentate delle Associazioni di categoria firmatarie o da soggetti da loro incaricati.
 
La Circolare MISE n. 107886 del 23 aprile 2020 stabilisce, tra le altre cose, che le mascherine filtranti generiche possono superare i controlli presso le Autorità doganali territoriali solo nel rispetto delle condizioni che seguono:
a) non devono recare la marcatura CE;
b) devono indicare espressamente che non si tratta di un Dispositivo Medico (DM) o Dispositivo di Protezione Individuale (DPI);
c) devono essere accompagnate da una avvertenza che indichi chiaramente che non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie di chi le indossa, che non sono utilizzabili quando sia prescritto l’uso di Dispositivi Medici o Dispositivi di Protezione Individuale;
d) i produttori delle mascherine generiche garantiscano che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione prevista dai prodotti.
 
Completate le operazioni di svincolo, l’Associazione di categoria firmataria darà notizia all’Ente o alla Pubblica Amministrazione, nel cui interesse ha operato, della regolarità delle attività svolte. A tal fine verrà trasmessa copia dell’MSDPI e verranno comunicate le informazioni relative al controvalore complessivo della merce svincolata e al giorno in cui è avvenuto lo svincolo.
 
L’Ente e le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno le informazioni sopra indicate per inserire nelle proprie scritture contabili evidenza delle donazioni di materiale utile al contrasto al COVID-19 distribuito gratuitamente per loro conto e nel loro interesse (quindi, in esenzione di IVA e Dazi doganali). Ciò ai fini dei possibili successivi controlli di cui all’art. 77 del citato Regolamento CE 1186/2009.
 
Successivamente allo svincolo, sarà cura delle Associazioni di categoria firmatarie, direttamente o per il tramite di loro consociate o emanazioni territoriali, provvedere alla ripartizione del materiale ordinato per conto e nell’interesse dell’Ente o della Pubblica Amministrazione secondo le disponibilità manifestate dalle singole associate e secondo l’obiettivo distributivo dell’ente beneficiario.
 
L’elenco delle Associazioni di categoria, firmatarie di Protocolli d’intesa con Enti e Pubbliche Amministrazioni, legittimate a utilizzare la procedura in parola, sarà oggetto di apposita “WHITE LIST Protocolli d’Intesa” (WL-PI) a disposizione degli Uffici per l’ammissione alle procedure di svicolo diretto.
 
L’Ente o la Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa verificheranno, attraverso le Autorità competenti, che il materiale svincolato sia effettivamente distribuito gratuitamente alla popolazione e/o a gruppi specifici quali dipendenti e/o clienti/utenti degli associati.
Le spese relative all’acquisto delle mascherine e dei DPI e ogni altro onere saranno sostenute, pro quota, dalle imprese aderenti alle Associazioni firmatarie degli accordi che, in tal modo, effettueranno delle donazioni di beni agli Enti e alle Pubbliche Amministrazioni.

In data 12/05/2020 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i seguenti chiarimenti:

le Autorità fiscali dei Paesi UE conservano la facoltà di superare la presunzione dell’avvenuto trasporto o spedizione intracomunitaria (cfr. par. 2 del citato articolo 45-bis). 

Ciò si può verificare quando l’Amministrazione finanziaria viene in possesso di elementi che dimostrino che il trasporto intracomunitario non si è effettivamente realizzato.

Si richiamano, a titolo semplificativo, il caso in cui nel corso di un controllo si riscontri che i beni sono ancora giacenti nel magazzino del venditore o il caso in cui si venga a conoscenza di un incidente durante il trasporto che ha comportato la distruzione dei beni. In tali circostanze, sussistendo le prove che il trasporto comunitario non è avvenuto, la non imponibilità dell’operazione di cui all’articolo 41 del D.L. n. 331 del 1993 non può essere riconosciuta.

L’articolo 45-bis non preclude agli Stati membri l’applicazione di norme o prassi nazionali ulteriori in materia di prova delle cessioni intracomunitarie, eventualmente più flessibili della presunzione prevista dal Regolamento IVA.

La scrivente ritiene che, allo stato, in tutti i casi in cui non si renda applicabile la presunzione di cui all’articolo 45-bis, possa continuare a trovare applicazione la prassi nazionale, anche adottata prima dell’entrata in vigore del medesimo articolo in tema di prova del trasporto intracomunitario dei beni.

Resta inteso, ad ogni modo, che detta prassi nazionale individua documenti, la cui idoneità a provare l’avvenuto trasporto comunitario è comunque soggetta alla valutazione, caso per caso, dell’amministrazione finanziaria.

In particolare, nella risoluzione 25 marzo 2013, n. 19/E, richiamando anche le precedenti risoluzioni del 28 novembre 2007, n. 345/E e del 15 dicembre 2008, n. 477/E, è stato affrontato il tema della prova dell’effettiva movimentazione dei beni dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione fossero avvenuti a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

In quella circostanza – che traeva spunto, come la risoluzione n. 477/E del 2008, da un caso relativo alle cessioni c.d. “franco fabbrica” – è stato chiarito che, per le cessioni intracomunitarie, il CMR elettronico (la lettera di vettura internazionale regolata dalla “Convention des Marchandises par Route”), recante lo stesso contenuto di quello cartaceo, costituisce un mezzo di prova idoneo a dimostrare l’uscita della merce dal territorio nazionale. Inoltre, è stato riconosciuto, quale mezzo di prova equivalente al CMR cartaceo, un insieme di documenti dal quale si possano ricavare le medesime informazioni presenti nello stesso CMR cartaceo, nonché le firme dei soggetti coinvolti (cedente, vettore e cessionario). Tale documentazione, dalla quale deve risultare che è avvenuta la movimentazione fisica della merce e che quest’ultima abbia raggiunto un altro Stato membro, ha valore solo se conservata unitamente alle fatture di vendita, alla documentazione bancaria attestante le somme riscosse per le predette cessioni e alla documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti nonché agli elenchi Intrastat.

Si ricorda, infine, che nella risposta all’interpello n. 100 pubblicata in data 8 aprile 2019 la Scrivente è tornata sul tema della prova dell’effettività di un trasporto effettuato dall’Italia verso un altro Stato membro, in relazione ad una società che poneva in essere cessioni intracomunitarie di beni sia “franco destino”, sia “franco fabbrica”. In particolare, all’atto della spedizione dei beni, la società istante emetteva un documento di trasporto (DDT) con indicazione della destinazione dei beni, normalmente firmato anche dal trasportatore per presa in carico e, quando il trasporto era curato dalla stessa società, questa riceveva la fattura del trasportatore con l’indicazione dei trasporti effettuati.

Oltre al DDT, la società italiana predisponeva un documento contenente:

1. l’identificativo del committente (ossia il cessionario in fattura);

2. il riferimento della fattura di vendita;

3. il riferimento della fattura logistica (documento interno);

4. la data della fattura;

5. la data del DDT;

6. la data della destinazione delle merci, del Paese di destinazione e dell’anno di ricezione delle merci stesse;

7. la seguente dichiarazione da parte del cessionario comunitario: «le merci relative alle fatture sopra indicate sono regolarmente pervenute presso il nostro terzista, il nostro deposito oppure presso i nostri negozi».

Nel parere, oltre a riconoscere l’idoneità della documentazione indicata a costituire prova dell’avvenuto trasporto intracomunitario, è stata ribadita la necessità che dai documenti siano individuabili i soggetti coinvolti, ovvero cedente, vettore e cessionario, e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono.

La Scrivente ha ribadito la necessità che il contribuente conservi le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat.

L’Agenzia delle Dogane, in considerazione della situazione di emergenza Covid-19, con la nota prot. n. 88470/ RU del 12 marzo 2020 ha disposto di una proroga di 60 giorni (fino al 21 giugno 2020) della procedura di previdimazione dei certificati di circolazione Eur1.

Tuttavia, per evitare ritardi nelle consegne e in alternativa ai certificati di circolazione EUR 1/EUR MED, è possibile fare ricorso alla dichiarazione di origine rilasciata dall’esportatore su fattura o su altro documento commerciale, secondo le modalità previste nei singoli accordi commerciali sottoscritti dall’Unione Europea. Inoltre, per spedizioni di valore superiore a 6.000 euro per rilasciare la dichiarazione di origine, l’esportatore dovrà essere munito di un’apposita autorizzazione doganale, rilasciata alle imprese che conseguono lo status di esportatore autorizzato.

Per questo Metisoft e il Dottor Del Nevo hanno organizzato un webinar gratuito "Origine Preferenziale: cosa cambierà dal 22 Giugno" in programma martedì 9 Giugno dalle ore 16,00 alle 18,00.

Ecco l'agenda del webinar: 

  • Concetto di origine preferenziale
  • Che cosa cambia dal 22 giugno 2020
  • La presentazione della domanda
  • La attività che dovrà porre in essere una ditta commerciale:
    - Dichiarazione dei fornitori
    - La gestione dei flags nelle anagrafiche articolo
  • Le attività che dovrà porre in essere una ditta produttiva:
    - L’importanza della correttezza delle voci doganali
    - Individuazione dei Paesi di destino
    - La creazione della “matrice” delle regole di origine
    - Le dichiarazioni dei fornitori
    - La gestione dei flags nelle anagrafiche articolo
  • La gestione automatizzata dell'origine preferenziale come vantaggio competitivo

Per iscrizioni:

https://landing.metisoft.it/webinar-origine-preferenziale-cosa-cambia-dal-22-giugno-2020?utm_campaign=Trade%20compliance&utm_source=hs_email&utm_medium=email&utm_content=87843772&_hsenc=p2ANqtz--sJgR11-Jem8Wj0jSVEgAFHaJ9BJDXpO2tGdrqv5uGMr4wP6sVC6vqKZm8OILk7x53-wxiLhXPKJ7ZGXpop7h-t4AcYCy0whW6JDkuFvbXFFpJnjs&_hsmi=87843772

Con il Decreto Legge 124/2019 il Governo impone l’obbligo di trasmissione telematica del Documento di Accompagnamento Semplificato.

Il DAS – Documento di Accompagnamento Semplificato è un atto che deve essere presentato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ogni volta che vengono immessi nel territorio nazionale prodotti soggetti al pagamento dell’accisa o di altre imposte indirette.

Il DAS accompagna la merce trasportata e bisogna mostrarlo alle autorità competenti durante un eventuale controllo.

La compilazione del DAS è prevista dal Testo Unico sulle Accise in ricezione della direttiva europea n. 3649/92 la quale regolamenta la circolazione intracomunitaria dei prodotti oggetto d’imposta.

Il DAS deve contenere le seguenti informazioni:

  • I dati del soggetto trasportatore
  • La data del trasporto
  • I dati identificativi del prodotto
  • I dati del soggetto destinatario
  • Il numero del documento
  • Le sedi di partenza e di consegna
  • Eventuali informazioni aggiuntive

Finora questo documento è stato compilato a mano attraverso i modelli vidimati con bollatura a secco. Ma dal 1° luglio 2020 tutto questo diventa digitale.

DAS telematico: cosa bisogna trasmettere e come farlo

La trasmissione del DAS telematico avviene previa registrazione alla piattaforma online messa a disposizione dall’Agenzia delle Dogane.

Le imprese depositarie, in qualità di Gestore, provvedono all’invio del DAS telematico solo se in possesso di un’identità digitale attraverso SPID o CNS.

È possibile concedere ad un soggetto terzo la comunicazione del DAS telematico e nominarlo, dunque, in qualità di Gestore.

Le fasi della trasmissione telematica del DAS:

Il soggetto speditore compila la bozza del DAS elettronico inserendo le informazioni richieste e la inoltra all’Agenzia delle Dogane

Il documento viene analizzato dall’ente per la verifica dei requisiti richiesti. Successivamente, il sistema produce un documento con esito negativo o positivo. In caso positivo all’atto generato vengono affiancati un codice SRC (Semplified Reference Code) e un glifo QR/Code i quali, uniti alla firma digitale dell’Agenzia sostituiscono la bollatura a secco della procedura manuale

Il soggetto speditore scarica il documento generato e consegna il DAS elettronico e relativi codici al vettore incaricato del trasporto

Quando la merce arriva a destinazione la quantità del prodotto indicata nel DAS elettronico e trasportata va comunicata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mediante l’invio di un rapporto di ricezione

 

(fonte: Tecno Accise)

Le Autorità Cinesi hanno aggiornato e definito le procedure relative all’export di beni "medicali" e "non destinati a uso medico".
La Circolare 12/2020 del MOFCOM, Ministero del Commercio Cinese, è in vigore dal 26 aprile e le sue prescrizioni potranno essere modificate sulla base degli sviluppi della pandemia.
 
Le due diverse procedure sono le seguenti:
 
PRODOTTI AD USO MEDICO
La Circolare 12/2020 ha per oggetto "l'ulteriore rafforzamento del controllo di qualità sull'esportazione di materiali per la prevenzione dell'epidemia".
Viene chiarito un punto non toccato da una precedente Circolare (5/2020, in vigore dallo scorso 1 aprile), che prevedeva la costituzione di una “white list” di produttori autorizzati all’esportazione dei prodotti in esame (reagenti per i test COVID-19, maschere mediche, abbigliamento protettivo medico, ventilatori e termometri a infrarossitali), su cui incombeva l’onere di produrre otto certificati. Non si affrontava tuttavia una fattispecie frequente, ossia i casi di esportatori in possesso di certificazioni CE, ma non di quelle cinesi.
La Circolare 12 prevede ora che la società esportatrice - se in possesso di una certificazione straniera - possa fornire una propria dichiarazione alle Dogane, le quali - concluse le opportune verifiche - inseriranno l’impresa in un’apposita lista di aziende autorizzate, consultabile al link www.cccmhpie.org.cn (Camera di commercio cinese).
 
PRODOTTI NON A USO MEDICO (MASCHERE TIPO KN95)
Questa tipologia di prodotti non era stata ancora regolata.
Il Ministero del Commercio Cinese ha previsto che i beni potranno essere esportati qualora ottemperino o ai requisiti previsti dalla normativa cinese, o a quelli previsti dei Paesi importatori.
Per procedere allo sdoganamento, importatore ed esportatore dovranno firmare una dichiarazione congiunta sulla qualità/standard dei prodotti in via di esportazione. 

In aggiunta, l’importatore dovrà dichiarare che tali beni non verranno destinati ad uso medico. 

Le aziende che verranno via via approvate tramite queste dichiarazioni figureranno all’interno di una lista, sul sito della Camera di commercio cinese (www.cccmhpie.org.cn).
Per i contratti sottoscritti prima del 26 aprile 2020, la Circolare 12/2020 prevede che la dichiarazione congiunta sia presentata non in anticipo, ma al momento dell’espletamento delle pratiche doganali.
 
Si segnala inoltre che dall’Amministrazione Statale per la Regolamentazione dei Mercati Cinese verrà elaborata anche una “black list” (www.samr.gov.cn) di imprese sotto indagine dalle Autorità cinesi.  

Naturalmente le liste “bianche e nere” non sono esaustive, essendo in continuo aggiornamento.

(fonte: CONFINDUSTRIA - Affari Internazionali)

 

 

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una nuova circolare del Dipartimento della Protezione Civile per l’export di DPI (n 667 del 22 aprile) che ha modificato lista DPI soggetti ad autorizzazione oltre ai paesi di destino per cui e’ richiesta tale autorizzazione.

Categoria

Occhiali e visiere o schermi protettivi

Descrizione

— Protezione contro i materiali potenzialmente infettanti,

— Che coprono gli occhi e le zone circostanti,

— Compatibili con diversi modelli di mascherine filtranti (FFP) e mascherine facciali,

— Lenti trasparenti,

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso,

— Possono aderire perfettamente alla pelle del volto

Codici NC

ex 9004 90 10

ex 9004 90 90

 

Categoria

Dispositivi per la  protezione di bocca e naso

Descrizione

— Mascherine per la protezione dell’utilizzatore contro i materiali potenzialmente infettanti o per la prevenzione della diffusione di tali materiali da parte dell’utilizzatore

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso,

— Possono comprendere una visiera o schermo facciale,

— Anche munite di un filtro sostituibile

Codici NC

ex 6307 90 80

ex 9020 00 00

 

Categoria

Indumenti protettivi

Descrizione

— Indumenti non sterili (ad esempio camici o tute) per la protezione dell’utilizzatore contro i materiali potenzialmente infettanti o per la prevenzione della diffusione di tali materiali da parte dell’utilizzatore,

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso

Codici NC

ex 3926 20 00

ex 4015 90 00

ex 6113 00

ex 6114

ex 6210 10 10

6210 10 92

ex 6210 10 98

ex 6210 20 00

ex 6210 30 00

ex 6210 40 00

ex 6210 50 00

ex 6211 32 10

ex 6211 32 90

ex 6211 33 10

ex 6211 33 90

ex 6211 39 00

ex 6211 42 10

ex 6211 42 90

ex 6211 43 10

ex 6211 43 90

ex 6211 49 00

ex 9020 00 00

 

Per i clienti interessati è disponibile la registrazione integrale del webinar 

Istruzione per gli USA | Nuove regolamentazioni in ambito doganale e fiscale
Lucio Miranda, Presidente di ExportUSA New York Corp.,
Dott. Simone Del Nevo, titolare Studio Del Nevo S.r.l.
 

Aspetti doganali:
- La corretta esecuzione di un’esportazione verso gli USA
- I documenti per esportare
- Il ruolo dell’autorizzazione AEO
- I vantaggi dell’essere un soggetto certificato AEO
- L’audit della dogana
- Il ruolo degli incoterms nelle cessioni verso gli USA
- Le problematiche connesse alla vendita con resa DDP

Aspetti fiscali:
- Spedizioni in DDP: scelta preferenziale per gli USA
- Conseguenze del DDP in termini di fiscalità americana
- Soluzioni e Alternative

 

Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n. 117/2020 del 23 aprile ha precisato, richiamando quanto già chiarito dalla stessa con la risposta n. 100 dell’8 aprile 2019, che ai fini del riconoscimento del regime della non imponibilità IVA previsto per le cessioni intracomunitarie, la prova del trasporto dei beni in altro Stato membro, in caso di cessioni ex-works, può essere fornita mediante un insieme di documenti, utilizzati a corredo del documento di trasporto, a condizione che:

  • dai descritti documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l'operazione a cui si riferiscono;
  • si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat".

Tenuto conto di tali principi, a parere dell’Agenzia, è pertanto conforme alle regole UE riguardanti la prova della movimentazione della merce, l'insieme dei documenti indicato dalla società istante:

  • CMR firmato dal trasportatore e dal cessionario per ricevuta,
  • documentazione bancaria attestante il pagamento della merce,
  • dichiarazione del cessionario di ricevimento dei beni,
  • corretta presentazione degli elenchi INTRASTAT.

Con Nota Prot: 110477/RU del 08/04/2020 la Direzione Dogane - Ufficio regimi e procedure doganali - chiarisce che nel caso in cui l’importatore sia soggetto diverso dal destinatario e che opera per conto e su mandato del suddetto, ai fini dell’autorizzazione allo sdoganamento si dovranno produrre due autocertificazioni, una a cura del destinatario finale delle merci (autocertificazione a svincolo diretto/svincolo celere) e la seconda a cura dell’importatore che agisce per conto del destinatario. In quest’ultima si dichiara che le merci, descritte per natura e quantità, sono importate su mandato del destinatario avente titolo.

Le suddette autocertificazioni, del destinatario finale della merce e/o di colui che opera per conto dell’Organizzazione/Ente beneficiario, sono rese sotto la responsabilità del dichiarante, con ogni conseguenza di legge sia sul piano penale sia di decadenza dai benefici conseguiti a seguito di false dichiarazioni, ai sensi del combinato disposto degli artt.75 e 76 del DPR 445 del 2000.

(Agenzia Delle Dogane)