• ORIGINE DELLA MERCE

    preferenziale e non preferenziale

  • Seminari e corsi di formazione

  • Consulenza in materia doganale

Area utenti

Par avere accesso ai documenti riservati, occorre effettuare il login.

Società di servizi per l'estero e disbrigo pratiche

INTRA PDF GUIDA

CORSOintra

Con Nota dell'Agenzia Delle Dogane, Prot. 105364/RU del 2 aprile 2020, sono state pubblicate le indicazioni relative alla compilazione della dichiarazione doganale per le importazioni di materiale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza Covid-19.
 
Classifica tariffaria di alcuni prodotti 
Per consentire agli operatori di procedere alla corretta compilazione delle dichiarazioni doganali, si reputa opportuno riepilogare i codici di classifica doganale di alcuni prodotti medicali fra i più utilizzati nell’attività sanitaria di contrasto al COVID-19.   
 
La ricognizione ivi contenuta, pur non essendo esaustiva, rappresenta comunque un utile strumento di carattere orientativo.  
 
La prima tabella riepiloga i codici tariffari dei dispositivi di protezione individuale di maggiore uso, dei prodotti disinfettanti, dei dispositivi di ventilazione e degli ulteriori prodotti di uso sanitario. La seconda tabella contiene prodotti di natura più specialistica, meno frequenti in dichiarazione.  
 
Oltre al codice SA a sei cifre, riportato dall’OMD ed utilizzabile per le spedizioni postali fino a euro 150,00, sono stati indicati anche i codici TARIC da utilizzare nella dichiarazione doganale di importazione, secondo le indicazioni già fornite con Determinazione n. 102131 del 30 marzo 2020.  
 
Inoltre, per poter conteggiare il quantitativo di materiale sanitario importato per fronteggiare tale emergenza, si comunica che la TARIC è stata integrata con nuove misure nazionali che prevedono l’indicazione, in casella 44 del DAU, dei seguenti nuovi codici documento:  
- “19YY” per le mascherine chirurgiche;
- “20YY” per le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3;
- “21YY” per occhiali, visiere e schermi protettivi;
- “22YY” per tute e camici;
- “23YY” per dispositivi di ventilazione. 
In corrispondenza di ciascun documento occorre indicare la quantità importata nell’apposito sotto-campo “Quantità riferita al documento” della casella 44 del DAU.
Qualora il quantitativo non fosse noto, è comunque possibile valorizzare tale sotto-campo indicando “0”.  
 
È di tutta evidenza che l’indicazione del valore corretto è utile ai fini della velocizzazione e dello snellimento delle operazioni di controllo documentale in fase di sdoganamento.
 
Fonte: Agenzia delle Dogane

Da Lunedì 23 marzo fino a Venerdì 27 marzo gli uffici dello Studio Del Nevo e di Quality Services rimarranno chiusi.

Per urgenze si prega di inviare una mail ai rispettivi indirizzi:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A seguito dell’emergenza Coronavirus, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – con nota 12 marzo 2020, prot. n. 8870 – ha concesso un’ulteriore proroga alla previdimazione dei certificati di origine Eur 1 di 60 giorni a decorrere dal 21 aprile 2020. Pertanto, fino al 21 giugno 2020 gli esportatori potranno utilizzare la procedura di previdimazione dei certificati di circolazione.

Il Governo per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus ha deciso di emanare il decreto "Cura Italia" che stabilisce il rinvio di alcuni adempimenti fiscali previsti nel mese di marzo.

L’obiettivo è quello di agevolare le famiglie e le imprese, stabilendo una proroga di diverse scadenze fiscali.

Tra queste c’è anche quella che riguarda la scadenza per la trasmissione degli elenchi Intrastat inizialmente prevista per il 25 marzo 2020 e che invece slitterà al 30 giugno.

Copertina Content Xped esportatore autorizzato

Lo Studio Del Nevo conferma la propria disponibilità ad effettuare consulenza finalizzata all'ottenimento dello Status di Esportatore Autorizzato, che, ricordiamo, permette l'esportazione di merce di origine preferenziale UE con sgravio daziario a carico dell'importatore e senza l'accompagnamento del certificato EUR1.

Alla luce dei disagi dell'attuale situazione dovuti al diffondersi del COVID-19, lo Studio Del Nevo può garantire la necessaria consulenza tramite collegamenti skype, videoconferenze, telefono, mail (soprattutto per l'invio e visione di documentazion) al fine di non rallentare i processi di ottenimento dello Status di Esportatore Autorizzato.

Per ottenere la procedura mirata ad ottenere lo status di EPORTATORE AUTORIZZATO, clicca qui

Per ulteriori informazioni invitiamo a scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Il Ministero del Commercio turco ha disposto che dal 21.03.2020 le banche commerciali in Turchia non saranno autorizzate ad eseguire i pagamenti delle imposte doganali dei clienti dai loro conti con alcun metodo di pagamento. A causa di questo nuovo regolamento, i clienti saranno autorizzati a effettuare i pagamenti delle tasse doganali solo tramite banche statali.
Il recente annuncio consente solo alle banche statali di effettuare i pagamenti fiscali sui conti delle autorità fiscali correlate. A causa delle nuove modifiche normative, i clienti dovrebbero aprire un conto bancario in una delle banche statali in Turchia per i loro pagamenti fiscali. Di seguito sono riportate le banche statali annunciate pubblicamente autorizzate a eseguire tali pagamenti fiscali.
- T.C. Ziraat Bankası A.Ş. 
- Türkiye Halk Bankası A.Ş. 
- Türkiye Vakıflar Bankası T.A.O.
- Ziraat Katılım Bankası A.Ş.
- Vakıf Katılım Bankası A.Ş. 
- Türkiye Emlak Katılım Bankası A.Ş. 
- Posta ve Telgraf Teşkilatı A.Ş. (PTT)

https://www.bloombergquint.com/politics/turkey-customs-taxes-to-be-collected-by-government-banks-only  

 

(fonte: Credimpex Italia)

L’Agenzia delle Entrate comunica con provvedimento del 27 febbraio 2020 Prot. n. 96911/2020 che a partire dal 2 marzo 2020 rende disponibili all'interno del Cassetto Fiscale, ad ogni singolo fornitore, le informazioni relative alle dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori abituali per via telematica all’Agenzia stessa, al fine di consentire a questi ultimi di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti senza applicazione dell'imposta.

L’Agenzia delle Entrate fornisce le indicazioni operative legate alle modifiche apportate dal decreto Crescita alla disciplina delle dichiarazioni d’intento il cui nuovo modello è da utilizzare a partire dal 2 marzo.

 

Il governo marocchino ha deciso di esternalizzare i controlli di conformità per un’estesa lista di prodotti industriali (ad eccezione di quelli alimentari e farmaceutici).
L’identificazione dei prodotti da attenzionare è stata condotta dalle autorità del Marocco sulla base di valutazioni ed esigenze relative alla protezione del consumatore, alla fluidificazione degli scambi e alle necessità di garantire trasparenza e leale concorrenza tra gli operatori economici.

I controlli in frontiera dovrebbero dunque ridursi, con una contestuale maggiore rapidità nella trattazione dei dossier doganali.
Ciò permetterebbe, inoltre, alle autorità responsabili dei controlli di conformità di concentrarsi sulla verifica delle merci prodotte in Marocco (nell’ottica di un asserito più efficace contrasto alla contraffazione).

Dall’1 febbraio 2020, con un periodo transitorio che permetterà la coesistenza del vecchio e del nuovo sistema fino al 19 aprile p.v., la quasi totalità dei prodotti industriali importati nel Paese dovrà dunque essere accompagnata da certificati di conformità rilasciati nel Paese di origine del prodotto stesso da una delle seguenti tre società europee, selezionate dal governo marocchino a seguito dell’indizione di una gara nell’aprile 2018, che operano nei controlli per una durata di 5 anni:

Durante il periodo di transizione, ogni singola spedizione che arriva senza il Certificato di Conformità (CoC) dal 01/02/20 andrà in automatico sotto la procedura locale di: Destination Inspection (inteso come ispezione e test localmente all’arrivo merce in Marocco).  Le autorità consigliano fortemente di ottenere il CoC a partire dal 01/02/20 per tutte le spedizioni.

 

(Fonte ICE Casablanca)

Il commercio bilaterale con l'India è sospeso con effetto immediato e fino ad ulteriori ordini.

Modificando l'ordine di importazione 2016 con la notifica SRO927 dell'agosto 2019, il governo ha vietato l'importazione di merci dall'India e di origine indiana.

In precedenza, questo divieto era limitato solo a Israele.

Inoltre; la spedizione dal porto di qualsiasi altro paese (come ad esempio Dubai) può essere trattenuta se i prodotti sono etichettati "Made in India".

 

(fonte Karachi Office ITA)

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/199 DELLA COMMISSIONE del 13 febbraio 2020 che dispone la registrazione delle importazioni di prodotti in fibra di vetro a filamento continuo originari dell’Egitto

Le autorità doganali sono invitate, a norma dell’articolo 24, paragrafo 5 bis, del regolamento (UE) 2016/1037, ad adottare le opportune disposizioni per registrare le importazioni nell’Unione di filati tagliati («chopped strands») in fibra di vetro di lunghezza non superiore a 50 mm, di filati accoppiati in parallelo senza torsione («rovings») in fibra di vetro, esclusi i rovings in fibra di vetro che sono impregnati e rivestiti e subiscono una perdita alla combustione superiore al 3% (determinata secondo la norma ISO 1887), e di feltri («mats») costituiti da filamenti in fibra di vetro, ad eccezione dei feltri in lana di vetro, attualmente classificati con i codici NC 7019 11 00, ex 7019 12 00, 7019 31 00 (codici TARIC 7019 12 00 22, 7019 12 00 25, 7019 12 00 26 e 7019 12 00 39) e originari dell’Egitto. 2.

La registrazione scade dopo tre settimane a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Fatto a Bruxelles, il 13 febbraio 2020.

 

(Fonte EuroItalia)

NORMATIVA FISCALE NEGLI STATI UNITI: quando si configura l’obbligo di versare le tasse in America.

Vendere in America con spedizioni dall’Italia può assoggettare l’azienda italiana all’obbligo didover versare le tasse in America anche in assenza di una stabile organizzazione in territorio americano.

In virtù delle prassi errate messe in atto da aziende italiane che si rivolgono ad ExportUSA NewYork Corp., informiamo che secondo la normativa fiscale americana [IRS 861(a)(6) and Treas. Reg.1.861-7 (c)], nel caso in cui l’azienda italiana svolga un’attività di vendita negli Stati Uniti consistente e protratta nel tempo, al fine di ottemperare alle normative fiscali vigenti negli USA e di evitare sanzione da parte delle autorità federali americane, sorge l’obbligo per l’azienda italiana di presentare all’Internal Revenue Service (IRS) la dichiarazione dei redditi e di versare le tasse sugliutili tassabili generati negli USA.

La normativa si applica solo per le vendite concluse negli Stati Uniti, e quindi, a titolo puramente esemplificativo si configura ogni qualvolta si presenti una delle seguenti condizioni:

• Ordini perfezionati durante una fiera svoltasi in America;

• Ordini perfezionati da personale dell’azienda italiana in visita a clienti americani;

• Ordini perfezionati da un agente, rappresentante, distributore americano;

• Spedizioni con Incoterms DAP, DDU, DDP ovvero tutti quegli Incoterms in cui la traslazione della proprietà della merce avviene in territorio americano.

Nello specifico, in considerazione del fatto che le spedizioni internazionali con resa DAP, DDU o DDP prevedono che sia la ditta esportatrice a farsi carico delle operazioni di sdoganamento della merce, nella fattispecie degli USA.

il dichiarante doganale richiede all’IRS (fisco americano) il rilascio dell’EIN – Employeer Identification Number a nome dell’azienda italiana, spesso ad insaputa dell’azienda stessa.

Si fa presente, pertanto, che in questo modo l’azienda italiana si trova di fatto ad avere una succursale in America a livello federale, con tutti gli obblighi che ne conseguono ed è quindi tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi a fine anno e a versare le tasse sul reddito tassabile prodotto negli Stati Uniti.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/104 DELLA COMMISSIONE del 23 gennaio 2020 che dispone la registrazione delle importazioni di determinati fogli e rotoli (coils), di acciai inossidabili, laminati a caldo, originari della Repubblica popolare cinese, di Taiwan e dell’Indonesia.

Sulla GUUE serie L 19 del 24/1/2020 è pubblicato il Reg.to (UE) 2020/104 della Commissione relativo alla registrazione delle importazioni di determinati fogli e rotoli (coils), di acciai inossidabili, laminati a caldo, originari della Repubblica popolare cinese, di Taiwan e dell’Indonesia

Al riguardo si evidenzia che la Commissione europea ha deciso, conformemente all’articolo 14, paragrafo 5 del Regolamento 2016/1036, di disporre la registrazione di tali importazioni.

La registrazione scade dopo nove mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento.

 

(fonte: EuroItalia)

Dal 1 febbraio 2020 è entrata in vigore una nuova normativa relativa al Programma di Verifica di Conformità (VoC) applicabile ai prodotti importati in Marocco.

I settori interessati sono:

prodotti elettrici, vernici e bitume, pannolini, articoli da cucina e stoviglie, tessuti, detersivi, imballaggi e sacchetti di plastica, caschi da moto, giocattoli per bambini, materiale da costruzione, prodotti elettrici, apparecchiature gas e petrolio per uso domestico.

La verifica di conformità deve avvenire PRIMA DELLA PARTENZA DELLA MERCE nel Paese esportatore ed il certificato di conformità deve essere emesso da un Ente riconosciuto dal Governo Marocchino.

 

Il Regno Unito lascia l’Unione Europea, ma continua ad applicarne le regole doganali e fiscali (IVA e accise) fino al 31 dicembre 2020

L’Europarlamento ha ratificato nel pomeriggio del 29 gennaio 2020 il testo dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea.

Era questo l’ultimo tassello che ancora mancava per formalizzare l’accordo, il cui testo era stato approvato il 17 ottobre 2019 dal Consiglio europeo (assieme alla Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni) e il 9 gennaio 2020 dalla Camera dei Comuni del Parlamento britannico, per poi essere ratificato il 22 gennaio 2020 dalla Camera Alta del Regno Unito e controfirmato il 24 gennaio 2020 dalla regina Elisabetta II.

Si ricorda che tale accordo regola il recesso britannico in modo ordinato per cittadini e imprese, prevedendo un periodo transitorio che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020.

Fino alla fine del 2020, dunque, resta tutto invariato: la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito.

Solo dopo il 31 dicembre 2020, salvo diverso nuovo accordo, il Regno Unito non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo. Entro quella data Unione Europea e Regno Unito potranno però stabilire regole chiare e più vantaggiose per le merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito.

Il 2020 sarà dunque l’anno dei negoziati tra il Regno Unito e l’Unione Europea (e i suoi Paesi).

(Agenzia delle Dogane)

Il giorno Venerdì 21 febbraio 2020 presso il Best Western Plus Hotel Farnese di Via Reggio, 51/a a Parma con orario 9.30-13.00 lo Studio Del Nevo e Quality Services organizzano il seminario: SCAMBI INTRACOMUNITARI E APPLICAZIONE PRATICA DELLA PROVA DI AVVENUTA CONSEGNA

Il programma prevede:

- Nuovo sistema di fatturazione intracomunitario previsto per 2022

- Novità sulla call of stock

- Nuove prove di avvenuta consegna intracomunitaria con decorrenza dal 2020

- Novità Intrastat 2020

- Le operazioni triangolari in ambito Ue

 

RELATORE: Dott. Del Nevo Simone

 

Per informazioni,

contattare:

-          Studio Del Nevo Srl, tel 0521784271 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (referente: Prisca Tedaldi)

Il 24 gennaio, 2020 il Presidente Trump ha annunciato tramite proclamazione (https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/proclamation-adjusting-imports-derivative-aluminum-articles-derivative-steel-articles-united-states/) un'espansione della Section 232 inerente alle duties per aluminum e steel articles per includere anche "derivative" di aluminum e steel.

L'elenco dei prodotti coinvolti sarà contenuto in 2 appendici della proclamazione stessa, che tuttavia devono ancora essere pubblicate.

Le nuove duties saranno effettive a partire dall'8 febbraio 2020.

Dal 1° gennaio 2020, i paesi e territori d’oltremare, PTOM, dovranno applicare il sistema REX, in sostituzione dell'attuale certificato di circolazione EUR.1

L’Agenzia delle Dogane lo ha reso noto con un comunicato stampa del 13 dicembre 2019: diversamente dal Sistema di preferenze generalizzate (SPG), la DAO (Decisione sull'associazione d'oltremare) non prevede un periodo transitorio in cui saranno ritenuti validi entrambi i sistemi.

La Decisione 2013/755 /UE del Consiglio, del 25 novembre 2013 prevede l'applicazione del sistema degli esportatori registrati (REX) per la compilazione delle dichiarazioni di origine per le merci originarie sia dei Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) sia dell'UE.

PTOM (Groenlandia,— Nuova Caledonia e dipendenze,— Polinesia francese,— Terre australi e antartiche francesi,— Isole Wallis e Futuna,— Mayotte,— Saint-Pierre e Miquelon,— Aruba,— Antille olandesi:— Bonaire,— Curaçao,— Saba,— Sint Eustatius,— Sint Maarten,— Anguilla,— Isole Cayman,— Isole Falkland,— Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud,— Montserrat,— Pitcairn,— Sant'Elena, Isola Ascensione, Tristan da Cunha,— Territori dell'Antartico britannico,— Territorio britannico dell'Oceano Indiano,— Turks e Caicos,— Isole Vergini britanniche — Wallis e Futuna) dovranno applicare il sistema REX come già in atto con Canada e Giappone.

Con Decreto  Legge n. 104 del 21 settembre 2019 e relativa legge di conversione n. 132 del 18.11.2019 , le competenze in materia controlli ed autorizzazioni per prodotti dual use, sono passate dal Mi.S.E. al M.A.E.C.I., Ufficio U.A.M.A.

E’ stata recentemente diffusa la nuova strutturazione degli uffici con lo schema di cui vi inviamo link:

https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/commercio-internazionale

Le competenze precedentemente esercitate dalla Div. IV^ del Mi.S.E. sono ora quindi in capo a U.A.M.A., Divisione Materiali a Duplice Uso, incardinata presso il il Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

L’autorità U.A.M.A., Unità Autorizzazioni Materiali d’Armamento, è la struttura che sino ad oggi si occupava unicamente di controlli ed autorizzazioni nel settore di materiali di armamento. 

Presso tale autorità la nuova Divisione Materiali a Duplice Uso si occuperà dei controlli e del rilascio delle autorizzazioni relative a beni duali, beni oggetto di misure restrittive verso taluni paesi, prodotti che potrebbero essere utilizzati per tortura o pena di morte.

L’attività della ex Div IV^ non dovrebbe subire, come è del resto accaduto dall’entrata in vigore del Decreto sino ad oggi, particolari variazioni rispetto al quanto finora compiuto, né la sede dell’ufficio dovrebbe attualmente variare. 

Sarà a breve anche aggiornata la modulistica necessaria per le eventuali richieste di autorizzazione, di cui poi vi daremo conto ed aggiornamento.

Il ns ufficio, già operativo da anni anche presso U.A.M.A.,  è quotidianamente in contatto con la nuova Divisione e continuerà, come fatto sino ad oggi, a darvi la massima e tempestiva assistenza per tutto ciò che riguarda la richiesta ed ottenimento delle Vs autorizzazioni di esportazione per i beni duali.

Siamo a vs disposizione per ogni ulteriore necessità e chiarimento 

Dal 01.01.2020 per gli esportatori abituali, è stato abrogato l'obbligo di consegnare al fornitore, ovvero alla Dogana, la dichiarazione di intento e la ricevuta di presentazione rilasciata dall'Agenzia delle Entrate (così come era previsto dall'art. 1, c. 1, lett. c) D.L. 746/1983). La consegna della dichiarazione da parte dell'esportatore rimarrà comunque opportuna perché sul fornitore permane l'onere di verificare l'avvenuta presentazione all'Agenzia delle Entrate della dichiarazione d'intento (tramite banca dati o Fisconline/ Entratel), ma soprattutto perché è stato introdotto l'obbligo di indicare il protocollo di ricezione della dichiarazione sulla fattura emessa in base ad essa ovvero sulla dichiarazione doganale (attualmente devono essere riportati gli estremi della dichiarazione di intento).
È stato poi soppresso l'obbligo di numerare progressivamente le dichiarazioni di intento, di annotarle in un registro e conservarle ai sensi dell'art. 39 D.P.R. 633/1972. Facilitazione che riguarda sia l'esportatore abituale che il fornitore. I fornitori non saranno più tenuti nemmeno a indicare il protocollo delle dichiarazioni ricevute in apposito quadro della dichiarazione Iva.
Il trattamento sanzionatorio invece è stato inasprito: non più sanzioni in misure fissa (che vanno da 250 a 2.000 euro), ma si ritorna alle sanzioni proporzionali. Il decreto Crescita modifica, infatti, l'art. 7, c. 3 D.Lgs. 18.12.1997, n. 471, prevedendo che chi effettua operazioni senza addebito d'imposta, in mancanza della dichiarazione d'intento, è punito con la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell'imposta, fermo restando l'obbligo del pagamento del tributo. Perplessità sull'inciso della norma secondo cui, “qualora la dichiarazione sia stata rilasciata in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge, dell'omesso pagamento del tributo rispondono esclusivamente i cessionari, i committenti e gli importatori che hanno rilasciato la dichiarazione stessa”. Sembra, quindi, che la sanzioni spetti, e sempre nella stessa misura, sia quando la dichiarazione esiste ma il fornitore non si è accertato sulla sua effettiva trasmissione, sia quando la fattura emessa non riporta il protocollo di ricezione.

Il 21/11/2019 è entrato in vigore l’ACCORDO di Libero Scambio tra l'Unione Europea e la Repubblica di Singapore: a decorrere dallo stesso giorno la Repubblica di Singapore (SG) sarà compresa tra i Paesi con preferenze tariffarie.

E' possibile dichiarare l'origine preferenziale UE della merce destinata a Singapore direttamente in fattura tramite apposita dicitura.

Sulla falsariga di quanto già in vigore con la Corea del Sud è possibile ottenere lo "status di esportatore autorizzato" nei confronti di Singapore, mentre le la registrazione in Banca Dati REX rimane operativa al momento solo per Canada e Giappone.

Copia del documento è disponibile nell’area riservata del sito www.studiodelnevo.it