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Società di servizi per l'estero e disbrigo pratiche

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CORSOintra

Indicazioni operative relativamente alla gestione dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel periodo emergenziale causato dal COVID-19.  
 
Nel dettaglio: modalità di gestione delle attività istruttorie da espletare a fronte di istanze ed autorizzazioni gestite dal sistema CDMS e del rilascio dello Status di esportatore autorizzato, favorendo il ricorso ad istruttorie condotte in ufficio su base documentale.  
 
Si indica la possibilità, per l’Ufficio, di avvalersi di riscontri già effettuati, potendosi limitare ad acquisire solo gli specifici elementi integrativi di cui non fosse già in possesso.   
Pertanto, qualora gli Uffici dispongano già della documentazione occorrente ed abbiano sufficienti elementi istruttori, potranno avvalersene per procedere al rilascio dell’autorizzazione.  
L’acquisizione di ulteriori specifici elementi documentali potrà del caso avvenire anche d’ufficio, facendone richiesta all’esportatore”   Proseguendo poi nella parte relativa al rilascio delle prove di origine e facendo seguito ad una analoga richiesta della Commissione, veniva rinnovato l’invito “a promuovere il più ampio utilizzo possibile dello Status di esportatore autorizzato, al fine di facilitare la produzione di prove dell'origine in alternativa alla certificazione cartacea. In tal modo, infatti, si superano le difficoltà connesse al periodo emergenziale e, al contempo, si garantisce il rispetto delle procedure previste nei singoli accordi commerciali,        
                                       
Appare evidente l’intenzione di garantire agli operatori economici di poter usufruire dei benefici previsti dai vari accordi commerciali, garantendo al contempo sia la correttezza delle procedure che la tutela della salute del personale coinvolto nelle attività istruttorie.   Ciò premesso, codesti Uffici adotteranno ogni misura per favorire l’acquisizione su base documentale dei dati ritenuti necessari ai fini del rilascio dello Status di esportatore autorizzato, eventualmente integrando le suddette acquisizioni con forme di contraddittorio da remoto (es. videoconferenza) con i rappresentanti aziendali,  al fine di conseguire:   - la riduzione del rilascio dei certificati cartacei; - la riduzione del rilascio dei certificati in copia, - la riduzione dei contatti tra operatori e personale ADM.  
Eventuali accertamenti tecnici, potranno comunque essere effettuati in un momento successivo o comunque nell’ambito delle normali attività di controllo sull’utilizzo della dichiarazione di origine su fattura.
 
Ogni eventuale criticità dovrà essere tempestivamente segnalata alla scrivente.

Denominazione prodotto - Descrizione Beni/Prodotto - Codici NC - Aliquota dazio

1 Apparecchi meccanici/macchinari

Apparecchi meccanici (anche a mano) per spruzzare, cospargere o polverizzare materie liquide o in polvere

8424 89 70

1,7%

 

2 Abbigliamento di copertura integrale (Tute protettive)

Indumenti da lavoro da uomo in fibre sintetiche o artificiali

6211 33 10

12%

 

Altri indumenti da uomo realizzati in fibre sintetiche o artificiali

6211 33 90

12%

 

Camici monouso, del tipo usato da pazienti o chirurghi in ambito chirurgico

6210 10 92

12%

 

Grembiuli, camiciotti ed altri indumenti da lavoro da donna di fibre sintetiche o artificiali

6211 43 10

12%

 

3 Disinfettanti Preparazioni per liscivie e preparazioni per pulire

3402 90 90

4%

 

4 Prodotti Chimici Mezzi di coltura preparati per lo sviluppo e la conservazione dei microrganismi (compresi i virus e gli organismi simili) o delle cellule vegetali, umane o animali

3821 00 00

5%

Al fine di razionalizzare la filiera di distribuzione delle merci occorrenti al contrasto alla diffusione del COVID-19, in vista della ripresa delle attività economiche, e di snellire il sistema di controlli, ADM sta stilando una serie di Protocolli d’intesa con Associazioni di categoria di imprenditori, industriali, commercianti (o loro emanazioni territoriali) ed Enti (Regioni, Città Metropolitane o singoli Comuni) o Pubbliche Amministrazioni.
Le Associazioni di categoria, loro consociate ed emanazioni territoriali e gli Enti e le Pubbliche Amministrazioni interessate a stipulare i Protocolli d’intesa di cui sopra possono contattare ADM inviando apposita mail al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ovvero chiamando il numero 06 58573834.
 
In ragione di tali accordi, i destinatari dei benefici previsti dalla decisione 491/2020 dell’UE (Enti e Pubbliche Amministrazioni) possono, laddove lo ritengano utile per il contrasto alla pandemia COVID 19, concludere specifici protocolli finalizzati “alla distribuzione gratuita alle vittime della catastrofe” COVID19, nel proprio territorio e/o nei propri ambiti di competenza.
 
Si tratta, in sostanza, di donazioni che le Associazioni di Categorie e/o i loro affiliati – agendo come delegati degli Enti e delle Pubbliche Amministrazioni di cui alla citata Decisione 491/2020 - possono elargire a nome e per conto dell’Ente pubblico, procedendo anche alla consegna gratuita a specifiche categorie della popolazione precedentemente individuate con gli Enti pubblici all’interno dei territori di competenza, in ossequio alla riconosciuta necessità di fornire gratuitamente presidi necessari alla prevenzione/cura del COVID19 per contrastarne la diffusione.
 
Nella sezione “Emergenza COVID-19”, sotto sezione “Protocolli d’intesa”, del sito internet di ADM, si trovano i link a questi Protocolli che sono raggruppati sotto la voce “Protocolli attuativi” (https://www.adm.gov.it/portale/protocolli-di-intesa).
 
In attuazione dei suddetti accordi, le Associazioni di categoria firmatarie, direttamente o per il tramite di loro consociate ed emanazioni territoriali o di altri soggetti appositamente incaricati, raccoglieranno la disponibilità delle aziende loro associate ad attivarsi per le suddette donazioni, affinché l’interesse dell’Ente o della Pubblica Amministrazione si concretizzi, assicurando la distribuzione totalmente gratuita di mascherine e DPI ai dipendenti degli associati che operano nel territorio di competenza dell’Ente o della Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa. Le Associazioni, nel proporre le aziende incaricate della distribuzione gratuita, dovranno assicurarsi dell’affidabilità delle stesse.
 
Tale raccolta porterà all’individuazione di un quantitativo complessivo di mascherine da distribuire gratuitamente alla popolazione a cura dell’Associazione di categoria (o di un soggetto da essa delegato) e nell’interesse e per conto dell’Ente o della Pubblica Amministrazione.
 
In deroga alle normali procedure, ai sensi dei citati Protocolli d’intesa, potranno accedere alla procedura di svincolo diretto anche gli importatori di mascherine generiche, che soddisfino i requisiti previsti dalla Circolare MISE n. 107886/20202.
 
A fronte del quantitativo complessivo così raggiunto, verrà effettuato un solo ordine per il quale verrà prodotto un unico “Modulo di svincolo diretto per Protocolli d’Intesa – MSDPI” nel quale verrà indicato che l’operazione è effettuata “Per conto e nell’interesse” dell’Ente Territoriale o della Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa (del quale devono essere indicati gli elementi identificativi: numero di protocollo e data di sottoscrizione). In ragione delle delega conferita con il Protocollo d’intesa, l’MSDPI sarà firmato dal legale rappresentate delle Associazioni di categoria firmatarie o da soggetti da loro incaricati.
 
La Circolare MISE n. 107886 del 23 aprile 2020 stabilisce, tra le altre cose, che le mascherine filtranti generiche possono superare i controlli presso le Autorità doganali territoriali solo nel rispetto delle condizioni che seguono:
a) non devono recare la marcatura CE;
b) devono indicare espressamente che non si tratta di un Dispositivo Medico (DM) o Dispositivo di Protezione Individuale (DPI);
c) devono essere accompagnate da una avvertenza che indichi chiaramente che non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie di chi le indossa, che non sono utilizzabili quando sia prescritto l’uso di Dispositivi Medici o Dispositivi di Protezione Individuale;
d) i produttori delle mascherine generiche garantiscano che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione prevista dai prodotti.
 
Completate le operazioni di svincolo, l’Associazione di categoria firmataria darà notizia all’Ente o alla Pubblica Amministrazione, nel cui interesse ha operato, della regolarità delle attività svolte. A tal fine verrà trasmessa copia dell’MSDPI e verranno comunicate le informazioni relative al controvalore complessivo della merce svincolata e al giorno in cui è avvenuto lo svincolo.
 
L’Ente e le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno le informazioni sopra indicate per inserire nelle proprie scritture contabili evidenza delle donazioni di materiale utile al contrasto al COVID-19 distribuito gratuitamente per loro conto e nel loro interesse (quindi, in esenzione di IVA e Dazi doganali). Ciò ai fini dei possibili successivi controlli di cui all’art. 77 del citato Regolamento CE 1186/2009.
 
Successivamente allo svincolo, sarà cura delle Associazioni di categoria firmatarie, direttamente o per il tramite di loro consociate o emanazioni territoriali, provvedere alla ripartizione del materiale ordinato per conto e nell’interesse dell’Ente o della Pubblica Amministrazione secondo le disponibilità manifestate dalle singole associate e secondo l’obiettivo distributivo dell’ente beneficiario.
 
L’elenco delle Associazioni di categoria, firmatarie di Protocolli d’intesa con Enti e Pubbliche Amministrazioni, legittimate a utilizzare la procedura in parola, sarà oggetto di apposita “WHITE LIST Protocolli d’Intesa” (WL-PI) a disposizione degli Uffici per l’ammissione alle procedure di svicolo diretto.
 
L’Ente o la Pubblica Amministrazione firmataria del corrispondente Protocollo d’intesa verificheranno, attraverso le Autorità competenti, che il materiale svincolato sia effettivamente distribuito gratuitamente alla popolazione e/o a gruppi specifici quali dipendenti e/o clienti/utenti degli associati.
Le spese relative all’acquisto delle mascherine e dei DPI e ogni altro onere saranno sostenute, pro quota, dalle imprese aderenti alle Associazioni firmatarie degli accordi che, in tal modo, effettueranno delle donazioni di beni agli Enti e alle Pubbliche Amministrazioni.

In data 12/05/2020 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i seguenti chiarimenti:

le Autorità fiscali dei Paesi UE conservano la facoltà di superare la presunzione dell’avvenuto trasporto o spedizione intracomunitaria (cfr. par. 2 del citato articolo 45-bis). 

Ciò si può verificare quando l’Amministrazione finanziaria viene in possesso di elementi che dimostrino che il trasporto intracomunitario non si è effettivamente realizzato.

Si richiamano, a titolo semplificativo, il caso in cui nel corso di un controllo si riscontri che i beni sono ancora giacenti nel magazzino del venditore o il caso in cui si venga a conoscenza di un incidente durante il trasporto che ha comportato la distruzione dei beni. In tali circostanze, sussistendo le prove che il trasporto comunitario non è avvenuto, la non imponibilità dell’operazione di cui all’articolo 41 del D.L. n. 331 del 1993 non può essere riconosciuta.

L’articolo 45-bis non preclude agli Stati membri l’applicazione di norme o prassi nazionali ulteriori in materia di prova delle cessioni intracomunitarie, eventualmente più flessibili della presunzione prevista dal Regolamento IVA.

La scrivente ritiene che, allo stato, in tutti i casi in cui non si renda applicabile la presunzione di cui all’articolo 45-bis, possa continuare a trovare applicazione la prassi nazionale, anche adottata prima dell’entrata in vigore del medesimo articolo in tema di prova del trasporto intracomunitario dei beni.

Resta inteso, ad ogni modo, che detta prassi nazionale individua documenti, la cui idoneità a provare l’avvenuto trasporto comunitario è comunque soggetta alla valutazione, caso per caso, dell’amministrazione finanziaria.

In particolare, nella risoluzione 25 marzo 2013, n. 19/E, richiamando anche le precedenti risoluzioni del 28 novembre 2007, n. 345/E e del 15 dicembre 2008, n. 477/E, è stato affrontato il tema della prova dell’effettiva movimentazione dei beni dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione fossero avvenuti a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

In quella circostanza – che traeva spunto, come la risoluzione n. 477/E del 2008, da un caso relativo alle cessioni c.d. “franco fabbrica” – è stato chiarito che, per le cessioni intracomunitarie, il CMR elettronico (la lettera di vettura internazionale regolata dalla “Convention des Marchandises par Route”), recante lo stesso contenuto di quello cartaceo, costituisce un mezzo di prova idoneo a dimostrare l’uscita della merce dal territorio nazionale. Inoltre, è stato riconosciuto, quale mezzo di prova equivalente al CMR cartaceo, un insieme di documenti dal quale si possano ricavare le medesime informazioni presenti nello stesso CMR cartaceo, nonché le firme dei soggetti coinvolti (cedente, vettore e cessionario). Tale documentazione, dalla quale deve risultare che è avvenuta la movimentazione fisica della merce e che quest’ultima abbia raggiunto un altro Stato membro, ha valore solo se conservata unitamente alle fatture di vendita, alla documentazione bancaria attestante le somme riscosse per le predette cessioni e alla documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti nonché agli elenchi Intrastat.

Si ricorda, infine, che nella risposta all’interpello n. 100 pubblicata in data 8 aprile 2019 la Scrivente è tornata sul tema della prova dell’effettività di un trasporto effettuato dall’Italia verso un altro Stato membro, in relazione ad una società che poneva in essere cessioni intracomunitarie di beni sia “franco destino”, sia “franco fabbrica”. In particolare, all’atto della spedizione dei beni, la società istante emetteva un documento di trasporto (DDT) con indicazione della destinazione dei beni, normalmente firmato anche dal trasportatore per presa in carico e, quando il trasporto era curato dalla stessa società, questa riceveva la fattura del trasportatore con l’indicazione dei trasporti effettuati.

Oltre al DDT, la società italiana predisponeva un documento contenente:

1. l’identificativo del committente (ossia il cessionario in fattura);

2. il riferimento della fattura di vendita;

3. il riferimento della fattura logistica (documento interno);

4. la data della fattura;

5. la data del DDT;

6. la data della destinazione delle merci, del Paese di destinazione e dell’anno di ricezione delle merci stesse;

7. la seguente dichiarazione da parte del cessionario comunitario: «le merci relative alle fatture sopra indicate sono regolarmente pervenute presso il nostro terzista, il nostro deposito oppure presso i nostri negozi».

Nel parere, oltre a riconoscere l’idoneità della documentazione indicata a costituire prova dell’avvenuto trasporto intracomunitario, è stata ribadita la necessità che dai documenti siano individuabili i soggetti coinvolti, ovvero cedente, vettore e cessionario, e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono.

La Scrivente ha ribadito la necessità che il contribuente conservi le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat.

L’Agenzia delle Dogane, in considerazione della situazione di emergenza Covid-19, con la nota prot. n. 88470/ RU del 12 marzo 2020 ha disposto di una proroga di 60 giorni (fino al 21 giugno 2020) della procedura di previdimazione dei certificati di circolazione Eur1.

Tuttavia, per evitare ritardi nelle consegne e in alternativa ai certificati di circolazione EUR 1/EUR MED, è possibile fare ricorso alla dichiarazione di origine rilasciata dall’esportatore su fattura o su altro documento commerciale, secondo le modalità previste nei singoli accordi commerciali sottoscritti dall’Unione Europea. Inoltre, per spedizioni di valore superiore a 6.000 euro per rilasciare la dichiarazione di origine, l’esportatore dovrà essere munito di un’apposita autorizzazione doganale, rilasciata alle imprese che conseguono lo status di esportatore autorizzato.

Per questo Metisoft e il Dottor Del Nevo hanno organizzato un webinar gratuito "Origine Preferenziale: cosa cambierà dal 22 Giugno" in programma martedì 9 Giugno dalle ore 16,00 alle 18,00.

Ecco l'agenda del webinar: 

  • Concetto di origine preferenziale
  • Che cosa cambia dal 22 giugno 2020
  • La presentazione della domanda
  • La attività che dovrà porre in essere una ditta commerciale:
    - Dichiarazione dei fornitori
    - La gestione dei flags nelle anagrafiche articolo
  • Le attività che dovrà porre in essere una ditta produttiva:
    - L’importanza della correttezza delle voci doganali
    - Individuazione dei Paesi di destino
    - La creazione della “matrice” delle regole di origine
    - Le dichiarazioni dei fornitori
    - La gestione dei flags nelle anagrafiche articolo
  • La gestione automatizzata dell'origine preferenziale come vantaggio competitivo

Per iscrizioni:

https://landing.metisoft.it/webinar-origine-preferenziale-cosa-cambia-dal-22-giugno-2020?utm_campaign=Trade%20compliance&utm_source=hs_email&utm_medium=email&utm_content=87843772&_hsenc=p2ANqtz--sJgR11-Jem8Wj0jSVEgAFHaJ9BJDXpO2tGdrqv5uGMr4wP6sVC6vqKZm8OILk7x53-wxiLhXPKJ7ZGXpop7h-t4AcYCy0whW6JDkuFvbXFFpJnjs&_hsmi=87843772

Con il Decreto Legge 124/2019 il Governo impone l’obbligo di trasmissione telematica del Documento di Accompagnamento Semplificato.

Il DAS – Documento di Accompagnamento Semplificato è un atto che deve essere presentato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ogni volta che vengono immessi nel territorio nazionale prodotti soggetti al pagamento dell’accisa o di altre imposte indirette.

Il DAS accompagna la merce trasportata e bisogna mostrarlo alle autorità competenti durante un eventuale controllo.

La compilazione del DAS è prevista dal Testo Unico sulle Accise in ricezione della direttiva europea n. 3649/92 la quale regolamenta la circolazione intracomunitaria dei prodotti oggetto d’imposta.

Il DAS deve contenere le seguenti informazioni:

  • I dati del soggetto trasportatore
  • La data del trasporto
  • I dati identificativi del prodotto
  • I dati del soggetto destinatario
  • Il numero del documento
  • Le sedi di partenza e di consegna
  • Eventuali informazioni aggiuntive

Finora questo documento è stato compilato a mano attraverso i modelli vidimati con bollatura a secco. Ma dal 1° luglio 2020 tutto questo diventa digitale.

DAS telematico: cosa bisogna trasmettere e come farlo

La trasmissione del DAS telematico avviene previa registrazione alla piattaforma online messa a disposizione dall’Agenzia delle Dogane.

Le imprese depositarie, in qualità di Gestore, provvedono all’invio del DAS telematico solo se in possesso di un’identità digitale attraverso SPID o CNS.

È possibile concedere ad un soggetto terzo la comunicazione del DAS telematico e nominarlo, dunque, in qualità di Gestore.

Le fasi della trasmissione telematica del DAS:

Il soggetto speditore compila la bozza del DAS elettronico inserendo le informazioni richieste e la inoltra all’Agenzia delle Dogane

Il documento viene analizzato dall’ente per la verifica dei requisiti richiesti. Successivamente, il sistema produce un documento con esito negativo o positivo. In caso positivo all’atto generato vengono affiancati un codice SRC (Semplified Reference Code) e un glifo QR/Code i quali, uniti alla firma digitale dell’Agenzia sostituiscono la bollatura a secco della procedura manuale

Il soggetto speditore scarica il documento generato e consegna il DAS elettronico e relativi codici al vettore incaricato del trasporto

Quando la merce arriva a destinazione la quantità del prodotto indicata nel DAS elettronico e trasportata va comunicata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mediante l’invio di un rapporto di ricezione

 

(fonte: Tecno Accise)

Le Autorità Cinesi hanno aggiornato e definito le procedure relative all’export di beni "medicali" e "non destinati a uso medico".
La Circolare 12/2020 del MOFCOM, Ministero del Commercio Cinese, è in vigore dal 26 aprile e le sue prescrizioni potranno essere modificate sulla base degli sviluppi della pandemia.
 
Le due diverse procedure sono le seguenti:
 
PRODOTTI AD USO MEDICO
La Circolare 12/2020 ha per oggetto "l'ulteriore rafforzamento del controllo di qualità sull'esportazione di materiali per la prevenzione dell'epidemia".
Viene chiarito un punto non toccato da una precedente Circolare (5/2020, in vigore dallo scorso 1 aprile), che prevedeva la costituzione di una “white list” di produttori autorizzati all’esportazione dei prodotti in esame (reagenti per i test COVID-19, maschere mediche, abbigliamento protettivo medico, ventilatori e termometri a infrarossitali), su cui incombeva l’onere di produrre otto certificati. Non si affrontava tuttavia una fattispecie frequente, ossia i casi di esportatori in possesso di certificazioni CE, ma non di quelle cinesi.
La Circolare 12 prevede ora che la società esportatrice - se in possesso di una certificazione straniera - possa fornire una propria dichiarazione alle Dogane, le quali - concluse le opportune verifiche - inseriranno l’impresa in un’apposita lista di aziende autorizzate, consultabile al link www.cccmhpie.org.cn (Camera di commercio cinese).
 
PRODOTTI NON A USO MEDICO (MASCHERE TIPO KN95)
Questa tipologia di prodotti non era stata ancora regolata.
Il Ministero del Commercio Cinese ha previsto che i beni potranno essere esportati qualora ottemperino o ai requisiti previsti dalla normativa cinese, o a quelli previsti dei Paesi importatori.
Per procedere allo sdoganamento, importatore ed esportatore dovranno firmare una dichiarazione congiunta sulla qualità/standard dei prodotti in via di esportazione. 

In aggiunta, l’importatore dovrà dichiarare che tali beni non verranno destinati ad uso medico. 

Le aziende che verranno via via approvate tramite queste dichiarazioni figureranno all’interno di una lista, sul sito della Camera di commercio cinese (www.cccmhpie.org.cn).
Per i contratti sottoscritti prima del 26 aprile 2020, la Circolare 12/2020 prevede che la dichiarazione congiunta sia presentata non in anticipo, ma al momento dell’espletamento delle pratiche doganali.
 
Si segnala inoltre che dall’Amministrazione Statale per la Regolamentazione dei Mercati Cinese verrà elaborata anche una “black list” (www.samr.gov.cn) di imprese sotto indagine dalle Autorità cinesi.  

Naturalmente le liste “bianche e nere” non sono esaustive, essendo in continuo aggiornamento.

(fonte: CONFINDUSTRIA - Affari Internazionali)

 

 

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una nuova circolare del Dipartimento della Protezione Civile per l’export di DPI (n 667 del 22 aprile) che ha modificato lista DPI soggetti ad autorizzazione oltre ai paesi di destino per cui e’ richiesta tale autorizzazione.

Categoria

Occhiali e visiere o schermi protettivi

Descrizione

— Protezione contro i materiali potenzialmente infettanti,

— Che coprono gli occhi e le zone circostanti,

— Compatibili con diversi modelli di mascherine filtranti (FFP) e mascherine facciali,

— Lenti trasparenti,

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso,

— Possono aderire perfettamente alla pelle del volto

Codici NC

ex 9004 90 10

ex 9004 90 90

 

Categoria

Dispositivi per la  protezione di bocca e naso

Descrizione

— Mascherine per la protezione dell’utilizzatore contro i materiali potenzialmente infettanti o per la prevenzione della diffusione di tali materiali da parte dell’utilizzatore

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso,

— Possono comprendere una visiera o schermo facciale,

— Anche munite di un filtro sostituibile

Codici NC

ex 6307 90 80

ex 9020 00 00

 

Categoria

Indumenti protettivi

Descrizione

— Indumenti non sterili (ad esempio camici o tute) per la protezione dell’utilizzatore contro i materiali potenzialmente infettanti o per la prevenzione della diffusione di tali materiali da parte dell’utilizzatore,

— Articoli riutilizzabili (possibilità di pulizia e disinfezione) o monouso

Codici NC

ex 3926 20 00

ex 4015 90 00

ex 6113 00

ex 6114

ex 6210 10 10

6210 10 92

ex 6210 10 98

ex 6210 20 00

ex 6210 30 00

ex 6210 40 00

ex 6210 50 00

ex 6211 32 10

ex 6211 32 90

ex 6211 33 10

ex 6211 33 90

ex 6211 39 00

ex 6211 42 10

ex 6211 42 90

ex 6211 43 10

ex 6211 43 90

ex 6211 49 00

ex 9020 00 00

 

Per i clienti interessati è disponibile la registrazione integrale del webinar 

Istruzione per gli USA | Nuove regolamentazioni in ambito doganale e fiscale
Lucio Miranda, Presidente di ExportUSA New York Corp.,
Dott. Simone Del Nevo, titolare Studio Del Nevo S.r.l.
 

Aspetti doganali:
- La corretta esecuzione di un’esportazione verso gli USA
- I documenti per esportare
- Il ruolo dell’autorizzazione AEO
- I vantaggi dell’essere un soggetto certificato AEO
- L’audit della dogana
- Il ruolo degli incoterms nelle cessioni verso gli USA
- Le problematiche connesse alla vendita con resa DDP

Aspetti fiscali:
- Spedizioni in DDP: scelta preferenziale per gli USA
- Conseguenze del DDP in termini di fiscalità americana
- Soluzioni e Alternative

 

Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n. 117/2020 del 23 aprile ha precisato, richiamando quanto già chiarito dalla stessa con la risposta n. 100 dell’8 aprile 2019, che ai fini del riconoscimento del regime della non imponibilità IVA previsto per le cessioni intracomunitarie, la prova del trasporto dei beni in altro Stato membro, in caso di cessioni ex-works, può essere fornita mediante un insieme di documenti, utilizzati a corredo del documento di trasporto, a condizione che:

  • dai descritti documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l'operazione a cui si riferiscono;
  • si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat".

Tenuto conto di tali principi, a parere dell’Agenzia, è pertanto conforme alle regole UE riguardanti la prova della movimentazione della merce, l'insieme dei documenti indicato dalla società istante:

  • CMR firmato dal trasportatore e dal cessionario per ricevuta,
  • documentazione bancaria attestante il pagamento della merce,
  • dichiarazione del cessionario di ricevimento dei beni,
  • corretta presentazione degli elenchi INTRASTAT.

Con Nota Prot: 110477/RU del 08/04/2020 la Direzione Dogane - Ufficio regimi e procedure doganali - chiarisce che nel caso in cui l’importatore sia soggetto diverso dal destinatario e che opera per conto e su mandato del suddetto, ai fini dell’autorizzazione allo sdoganamento si dovranno produrre due autocertificazioni, una a cura del destinatario finale delle merci (autocertificazione a svincolo diretto/svincolo celere) e la seconda a cura dell’importatore che agisce per conto del destinatario. In quest’ultima si dichiara che le merci, descritte per natura e quantità, sono importate su mandato del destinatario avente titolo.

Le suddette autocertificazioni, del destinatario finale della merce e/o di colui che opera per conto dell’Organizzazione/Ente beneficiario, sono rese sotto la responsabilità del dichiarante, con ogni conseguenza di legge sia sul piano penale sia di decadenza dai benefici conseguiti a seguito di false dichiarazioni, ai sensi del combinato disposto degli artt.75 e 76 del DPR 445 del 2000.

(Agenzia Delle Dogane)

La Direzione Dogane, in merito alla presentazione di certificati di origine in copia, con nota prot. 123034RU del 21.04.2020 ha reso noto che a partire dal 24 aprile 2020 l’Amministrazione doganale turca, al fine di limitare le criticità derivanti dalla diffusione del COVID-19, ha deciso di implementare il sistema MEDOS per il rilascio elettronico dei certificati A.TR, EUR 1 e EUR MED.

Pertanto, a partire da tale data, i certificati non riporteranno il timbro dell’Amministrazione doganale turca, ma un QR/Code in tal modo, la loro autenticità potrà essere verificata tramite il codice QR e il collegamento web riportati sullo stesso.  

Si segnala, inoltre, che sul sito della Commissione, all’indirizzo:  

https://ec.europa.eu/taxation_customs/covid-19-taxud-response_en    

sono disponibili aggiornamenti, riportati su tabelle, relativi alle varie misure adottate dai diversi Stati membri e dagli altri Paesi sia in materia di rilascio di certificati di origine, sia in materia di semplificazione di procedure doganali.

(Agenzia delle Dogane)

Con Nota Prat. n. 121851 del 20 Maggio 2020 l'Agenzia delle Dogane ha reintrodotto 'obligo della compilazione della casella 2 della bolla doganale di import (D.A.U. - Documento Amministrativo Unico).

Con nota n. 7949 RU del 22 gennaio 2018 dell'ex Direzione Centrale Tecnologie per l'Innovazione (ora Direzione Organizzazione e Digita! Tran[formation), era stato disposto l'obbligo di compilazione della casella n. 2 del D.A.U. all'importazione, successivamente sospeso, con nota n. 16696 RU del 9 febbraio 2019, a fronte di richieste di chiarimento avanzate da parte di alcuni operatori, che segnalavano anche difficoltà nell'adeguamento dei loro sistemi.

Le stesse appaiono riconducibili a due casistiche fondamentali: la difficoltà di reperimento dei dati necessari alla compilazione della casella n. 2 nel caso di dichiarazione di importazione per merci estratte da un deposito doganale (c.d. appuramento del regime a scarico della dichiarazione IM7), in quanto le transazioni commerciali che hanno dato origine all'introduzione in deposito potrebbero risalire aperiodi molto antecedenti; l'onerosità di dover produrre distinte dichiarazioni doganali di importazione quando varie partite di merce, provenienti e fatturate da diversi soggetti cedenti esteri, devono essere estratte insieme dal deposito, oppure arrivano dal Paese terzo consolidate in un'unica spedizione.

Relativamente al problema rappresentato della difficoltà del reperimento dei dati si evidenzia che se il termine temporale di conservazione dei documenti e delle altre informazioni è previsto in "a/meno tre annr, a mente dell'art. 51 del Reg. (UE) 952/2013 - Codice Doganale dell'Unione -, nel caso di regimi diversi dall'immissione in libera pratica lo stesso articolo specifica che il termine decorre "da!lafine de/!'annone! mrJ'odel quale il regimedoganalein qtteJ'tioneè .ftato appurato", con ciò dando per scontato che, per l'intero periodo in cui le merci sono vincolate al regime, i relativi docwnenti e le informazioni pertinenti devono, necessariamente, essere forniti all'Autorità doganale, qualora richiesti.

Per quanto concerne invece la circostanza che una dichiarazione doganale di importazione debba riferirsi a un solo soggetto cedente estero, pare invero un principio elementare. In entrambi i casi prospettati dovranno pertanto essere predisposte più dichiarazioni doganali, a fronte delle diverse transazioni economiche intercorse con i cedenti/ fornitori esteri.

Agenzia delle Dogane

 

 

 

Con Nota dell'Agenzia Delle Dogane, Prot. 105364/RU del 2 aprile 2020, sono state pubblicate le indicazioni relative alla compilazione della dichiarazione doganale per le importazioni di materiale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza Covid-19.
 
Classifica tariffaria di alcuni prodotti 
Per consentire agli operatori di procedere alla corretta compilazione delle dichiarazioni doganali, si reputa opportuno riepilogare i codici di classifica doganale di alcuni prodotti medicali fra i più utilizzati nell’attività sanitaria di contrasto al COVID-19.   
 
La ricognizione ivi contenuta, pur non essendo esaustiva, rappresenta comunque un utile strumento di carattere orientativo.  
 
La prima tabella riepiloga i codici tariffari dei dispositivi di protezione individuale di maggiore uso, dei prodotti disinfettanti, dei dispositivi di ventilazione e degli ulteriori prodotti di uso sanitario. La seconda tabella contiene prodotti di natura più specialistica, meno frequenti in dichiarazione.  
 
Oltre al codice SA a sei cifre, riportato dall’OMD ed utilizzabile per le spedizioni postali fino a euro 150,00, sono stati indicati anche i codici TARIC da utilizzare nella dichiarazione doganale di importazione, secondo le indicazioni già fornite con Determinazione n. 102131 del 30 marzo 2020.  
 
Inoltre, per poter conteggiare il quantitativo di materiale sanitario importato per fronteggiare tale emergenza, si comunica che la TARIC è stata integrata con nuove misure nazionali che prevedono l’indicazione, in casella 44 del DAU, dei seguenti nuovi codici documento:  
- “19YY” per le mascherine chirurgiche;
- “20YY” per le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3;
- “21YY” per occhiali, visiere e schermi protettivi;
- “22YY” per tute e camici;
- “23YY” per dispositivi di ventilazione. 
In corrispondenza di ciascun documento occorre indicare la quantità importata nell’apposito sotto-campo “Quantità riferita al documento” della casella 44 del DAU.
Qualora il quantitativo non fosse noto, è comunque possibile valorizzare tale sotto-campo indicando “0”.  
 
È di tutta evidenza che l’indicazione del valore corretto è utile ai fini della velocizzazione e dello snellimento delle operazioni di controllo documentale in fase di sdoganamento.
 
Fonte: Agenzia delle Dogane

Da Lunedì 23 marzo fino a Venerdì 27 marzo gli uffici dello Studio Del Nevo e di Quality Services rimarranno chiusi.

Per urgenze si prega di inviare una mail ai rispettivi indirizzi:

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A seguito dell’emergenza Coronavirus, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – con nota 12 marzo 2020, prot. n. 8870 – ha concesso un’ulteriore proroga alla previdimazione dei certificati di origine Eur 1 di 60 giorni a decorrere dal 21 aprile 2020. Pertanto, fino al 21 giugno 2020 gli esportatori potranno utilizzare la procedura di previdimazione dei certificati di circolazione.

Il Governo per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus ha deciso di emanare il decreto "Cura Italia" che stabilisce il rinvio di alcuni adempimenti fiscali previsti nel mese di marzo.

L’obiettivo è quello di agevolare le famiglie e le imprese, stabilendo una proroga di diverse scadenze fiscali.

Tra queste c’è anche quella che riguarda la scadenza per la trasmissione degli elenchi Intrastat inizialmente prevista per il 25 marzo 2020 e che invece slitterà al 30 giugno.

Copertina Content Xped esportatore autorizzato

Lo Studio Del Nevo conferma la propria disponibilità ad effettuare consulenza finalizzata all'ottenimento dello Status di Esportatore Autorizzato, che, ricordiamo, permette l'esportazione di merce di origine preferenziale UE con sgravio daziario a carico dell'importatore e senza l'accompagnamento del certificato EUR1.

Alla luce dei disagi dell'attuale situazione dovuti al diffondersi del COVID-19, lo Studio Del Nevo può garantire la necessaria consulenza tramite collegamenti skype, videoconferenze, telefono, mail (soprattutto per l'invio e visione di documentazion) al fine di non rallentare i processi di ottenimento dello Status di Esportatore Autorizzato.

Per ottenere la procedura mirata ad ottenere lo status di EPORTATORE AUTORIZZATO, clicca qui

Per ulteriori informazioni invitiamo a scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Il Ministero del Commercio turco ha disposto che dal 21.03.2020 le banche commerciali in Turchia non saranno autorizzate ad eseguire i pagamenti delle imposte doganali dei clienti dai loro conti con alcun metodo di pagamento. A causa di questo nuovo regolamento, i clienti saranno autorizzati a effettuare i pagamenti delle tasse doganali solo tramite banche statali.
Il recente annuncio consente solo alle banche statali di effettuare i pagamenti fiscali sui conti delle autorità fiscali correlate. A causa delle nuove modifiche normative, i clienti dovrebbero aprire un conto bancario in una delle banche statali in Turchia per i loro pagamenti fiscali. Di seguito sono riportate le banche statali annunciate pubblicamente autorizzate a eseguire tali pagamenti fiscali.
- T.C. Ziraat Bankası A.Ş. 
- Türkiye Halk Bankası A.Ş. 
- Türkiye Vakıflar Bankası T.A.O.
- Ziraat Katılım Bankası A.Ş.
- Vakıf Katılım Bankası A.Ş. 
- Türkiye Emlak Katılım Bankası A.Ş. 
- Posta ve Telgraf Teşkilatı A.Ş. (PTT)

https://www.bloombergquint.com/politics/turkey-customs-taxes-to-be-collected-by-government-banks-only  

 

(fonte: Credimpex Italia)

L’Agenzia delle Entrate comunica con provvedimento del 27 febbraio 2020 Prot. n. 96911/2020 che a partire dal 2 marzo 2020 rende disponibili all'interno del Cassetto Fiscale, ad ogni singolo fornitore, le informazioni relative alle dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori abituali per via telematica all’Agenzia stessa, al fine di consentire a questi ultimi di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti senza applicazione dell'imposta.

L’Agenzia delle Entrate fornisce le indicazioni operative legate alle modifiche apportate dal decreto Crescita alla disciplina delle dichiarazioni d’intento il cui nuovo modello è da utilizzare a partire dal 2 marzo.