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Società di servizi per l'estero e disbrigo pratiche

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CORSOintra

Da gennaio 2020 saranno introdotte numerose novità che riteniamo possano essere molto rilevanti per tutte le aziende che lavorano con l’estero. L’incontro si prefigge l’obiettivo di fornire una panoramica sintetica, con un taglio pratico, delle principali novità che entreranno sin da gennaio 2020.

ORARIO: 9.30-13.00

LUOGO: CDH Hotel Villa Ducale - Viale Europa, 81 | 43122 Parma

PROGRAMMA:
- Il concetto di origine preferenziale
- Dal gennaio 2020 le dogane non concederanno la pre-vidimazione dei certificati Eur1
- L’eventuale assunzione dello status di esportatore autorizzato
- Le procedure da adottare per sostenere l’audit con l’Agenzia delle Dogane per assumere lo status di esportatore autorizzato e/o l’eventuale iscrizione in banca dati REX
- Le nuove prove di avvenuta consegna intracomunitarie
- I documenti da produrre nel caso di cessione con pagamento a carico del venditore
- I documenti da produrre nel caso di cessione con pagamento a carico dell’acquirente
- Il futuro degli scambi intracomunitari con il nuovo sistema di fatturazione che entrerà in vigore nel 2022
- Cenni sui nuovi incoterms decorrenti dal gennaio 2020
- I nuovi aspetti assicurativi connessi
- Il nuovo incoterms DPU

RELATORE: Dott. Del Nevo Simone

Per informazioni,

contattare:

-          Studio Del Nevo Srl, tel 0521784271 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (referente: Prisca Tedaldi)

Per confermare la propria partecipazione inviare la scheda di iscrizione compilata a:

-          Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Nella Gazzetta Ufficiale dell’UE L280 del 31.10.2019 è stato pubblicato il consuento aggiornamento annuale dell’Allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune. Come stabilito dall’art. 12 di tale Regolamento, infatti, una versione completa e aggiornata della Nomenclatura Combinata, corredata delle aliquote dei dazi autonomi e convenzionali risultanti dalle misure adottate dal Consiglio o dalla Commissione, viene pubblicato entro il 31 ottobre di ogni anno per entrare in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo.

Per ottenere copia del documento scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Sulla Gazzetta Ufficiale del 26 Ottobre 2019 è stato pubblicato il Decreto Legge n° 124: “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.” All’interno dell’articolo 7 di tale decreto, dedicato al “Contrasto alle frodi nel settore degli idrocarburi e di altri prodotti” è stato inserito l’articolo 7-bis: “Disposizioni particolari per la circolazione degli oli lubrificanti e di altri specifici prodotti” che riguarda direttamente il mondo delle accise.
Tutti gli olii lubrificanti, identificati all’interno del Tariffario Doganale 2019 della UE dalla nomenclatura combinata 2710 19 85 fino alla 2710 19 99, dovranno essere scortati da un Codice Amministrativo di Riscontro per poter circolare sul territorio italiano. Tale Codice viene emesso dal sistema informatizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dovrà essere riportato tra i documenti di trasporto prima dell’inizio del trasporto degli olii stessi.
Sarà compito del soggetto che effettua la prima immissione in consumo richiedere tale codice, mentre sarà compito dell’originale mittente di altro paese membro UE nel caso gli olii lubrificanti si trovino sul suolo italiano solo per motivi di transito verso altro paese membro UE.
Il codice dovrà essere richiesto telematicamente all’Agenzia delle Dogane e Monopoli non prima delle 48 ore precedenti all’introduzione dei prodotti nel territorio nazionale e comunque almeno 12 ore prima dell’introduzione stessa.
La richiesta dovrà contenere i seguenti dati obbligatori:
• i dati identificativi del mittente e del destinatario dei prodotti,
• i quantitativi e i codici di nomenclatura combinata dei medesimi,
• il luogo in cui i prodotti saranno introdotti nel territorio nazionale,
• la targa del veicolo e degli eventuali rimorchi utilizzati per il loro trasferimento,
• l’itinerario che il veicolo seguirà nel territorio nazionale,
• eventuale luogo in cui i prodotti lasceranno il medesimo territorio e l’Ufficio delle dogane di uscita.
Tali disposizioni trovano applicazione anche per le preparazioni lubrificanti rientranti nel codice Nomenclatura Combinata 3403, qualora le stesse siano trasportate sfuse o in contenitori di capacità superiore a 20 litri.

Si è svolto ieri, 28/10/2019, l'incontro di presentazione dei nuovi Incoterms 2020.

Studio Del Nevo, Quality Services e Studio Toscano e Carbognani hanno invitato il Dott. Marco Bertozzi, esperto del settore.

I nuovi Incoterms 2020 sono i seguenti:

EXW (Ex Works)

FAS (Free Alongside Ship)

FOB (Free on Board)

FCA (Free Carrier)

CFR (Cost and freight)

CIF (Cost Insurance and Freight)

CPT (Carriage paid to)

CIP (Carriage insurance paid to)

DAP (Delivered at Place)

DPU (Delivered at Place Unloaded)

DDP (Delivered duty Paid)

 

Tra le principali novità:

Nota esplicativa completa per ciascuna clausola di resa

Un riordino delle clausole Incoterms dando alla «delivery and risk» more prominence

Maggior importanza agli obblighi di sicurezza, senza, tuttavia nominare e disciplinare il VGM.

B/L con annotazione «on board» nel termine FCA.

Diversi tipi di assicurazione del termine CIF e CIP

introduzione del termine DPU

Indicazioni di tutti i costi in un’unica obbligazione.

picture brexitL'opposizione laburista, dopo il rifiuto di ieri 28/10/2019 di appoggiare per la terza volta la mozione di scioglimento dei Comuni presentata dal governo Tory di Boris Johnson, ha deciso oggi l'ok alla convocazione del voto attraverso la revisione legislativa ordinaria proposta. L'estensione dell'articolo 50 (sull'uscita del Regno dal club dei 27) è confermata fino al 31 gennaio 2020, per i prossimi tre mesi.

picture brexit

E' stata pubblicata la nota prot. 126091 del 24 settembre 2019 diramata dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli, relativa ai possibili scenari legati ad una Brexit No Deal.

"Il permanere di un clima di incertezza circa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza un accordo di recesso (no-deal), rende sempre più attuale l’interesse degli operatori economici ad acquisire informazioni per la corretta gestione degli scambi commerciali con i propri partner UK in caso di hard BREXIT .
Con la nota prot. n. 290089 del 12 marzo 20191, questa Direzione aveva fornito indicazioni circa una serie di documenti-guida relativi a problematiche di carattere doganale e fiscale connesse alla BREXIT che la Commissione Europea aveva pubblicato sul proprio sito internet.
Si ritiene utile porre in evidenza che la “Nota di orientamento sul recesso del Regno Unito e questioni connesse alle dogane in caso di mancato accordo” dell’11 marzo 2019 è ora disponibile anche nella versione in lingua italiana sul sito della Commissione europea.
Al riguardo si segnalano altresì i due documenti che la integrano - per utilità di consultazione allegati alla presente - i quali forniscono interessanti esempi pratici ai fini della corretta applicazione delle disposizioni unionali in materia di transito e di esportazione agli scambi commerciali UE/UK che dovessero verificarsi “a cavallo” della data di recesso del Regno Unito" (Direzione Dogane - Ufficio Normativa).

I seguenti documenti:

SCENARI ECONOMICI PER IL TRANSITO LEGATI AL RECESSO DEL REGNO UNITO

SCENARI ECONOMICI PER L’ESPORTAZIONE LEGATI AL RECESSO DEL REGNO UNITO

sono a disposizione dei nostri clienti tramite invio di una mail di richiesta a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Studio Del Nevo, Quality Services e Studio Toscano-Carbognani organizzano Lunedì 28 Ottobre a Parma un seminario con tema: "NUOVI INCOTERMS - EDIZIONE 2020".

La ICC di Parigi ha pubblicato la nuova edizione degli Incoterms® 2020 che andranno in vigore l'1.1.2020.

I principali cambiamenti sono i seguenti:

1) FCA e Bills of Lading

Nel termine FCA Incoterms® 2020 è prevista una nuova opzione: le controparti commerciali possono concordare che il compratore dia istruzione al proprio vettore ad emettere e consegnare una on board Bill of Lading al venditore - dopo il carico della merce a bordo nave - e il venditore sarà obbligato a inoltrare la Bill of Lading al compratore utilizzando (di solito) il canale bancario.

2) Indicazione e specifica dei Costi

Negli Incoterms® 2020, i costi appaiono negli articoli A9/B9 (sezione A The Seller's Obligation, sezione B The Buyer's Obligation - A9/B9 Allocation of costs) di ciascuna regola Incoterms®. In sostanza, con la nuova impostazione, l'identificazione dei costi a carico di ciascuna controparte risulta più immediata rispetto all'edizione precedente degli Incoterms®.

3) Differenti livelli di copertura assicurativa nei termini CIP e CIF

Nel CIF rimane l'obbligo, in capo al venditore, unless otherwise agreed, "to obtain, at its own cost, cargo insurance complying with the cover provided by Clauses (C) of the Institute Cargo Clauses (LMA/IUA) or any similar clauses". Nel CIP, invece, l'obbligo, in capo al venditore è quello di, unless otherwise agreed, "to obtain, at its own cost, cargo insurance complying with the cover provided by Clauses (A) of the Institute Cargo Clauses (LMA/IUA) or any similar clauses as appropriate to the means of transport used".

4) Organizzazione del trasporto con mezzi propri del venditore o dell'acquirente nei termini FCA, DAP, DPU e DDP

Negli Incoterms® 2020 è prevista la possibilità, a differenza della precedente edizione dei termini di resa, che il trasporto nelle rese FCA/DAP/DPU e DDP venga effettuato non con third-party carriers ma utilizzando mezzi di trasporto propri di venditore (nei termini D) e compratore (nel termine FCA).

5) Modifica nelle "three-letter initials": dal DAT al DPU

E' stato modificato il nome del termine da DAT (Delivered at Terminal) a DPU (Delivered at Place Unloaded). Con tale modifica si intende sottolineare che il luogo di destinazione può essere qualsiasi posto e non necessariamente un terminal. Nel caso  il luogo di destino non sia un terminal, il venditore deve assicurarsi che vi sia la possibilità tecnica di scaricare la merce.

6) Inserimento delle c.d. "security-related requirements" within carriage obligations and costs

Le c.d. "security-related obligations" sono state aggiunte alle sezioni A4 e A7 di ogni Incoterms®. Inoltre, i costi relativi a tali "requirements" sono meglio evidenziati nelle sezioni dei costi A9/B9.

Viene infine confermata la presenza della resa “EXW” che inizialmente sembrava destinata a scomparire dagli Incoterms® 2020.

Per maggiori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Studio Del Nevo e Quality Services organizzano Venerdì 27 Settembre a Parma un seminario con tema: "L’IVA NEI RAPPORTI CON L’ESTERO E IL REGIME DELLE PROVE".

La gestione IVA delle operazioni internazionali, che avvengono nella maggioranza dei casi attraverso l’applicazione del regime di non imponibilità, richiede un’adeguata conoscenza dei presupposti di applicazione del tributo oggettivo, soggettivo e soprattutto territoriale, al fine di evitare di incorrere in errori sanzionabili ad opera dell’Amministrazione Finanziaria. Il corso si propone di fornire ai soggetti interessati gli strumenti operativi per gestire gli adempimenti fiscali connessi alle operazioni con l’estero.

Principali argomenti trattati:
a. I requisiti di applicazione dell’imposta;
b. Il requisito della territorialità nelle cessioni di beni e nelle prestazioni di servizio;
c. Il momento di effettuazione dell’operazione e i criteri di fatturazione delle operazioni internazionali;
d. Le cessioni all’esportazione e il regime delle prove;
e. Le cessioni intracomunitarie e il regime delle prove;
f.  Le cessioni ad esportatori abituali;
g. Le cessioni di beni con installazione all’estero;
h. Le operazioni triangolari.

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Come è noto, dal 1 giugno 2019, è entrato in vigore l’obbligo, da parte delle imprese, di richiedere l’emissione del certificato di origine alle Camere di Commercio esclusivamente “on line”, tramite piattaforma telematica.

Il C.O. verrà emesso, tuttavia, in forma cartacea e dovrà essere ritirato presso gli sportelli della Camera di Commercio, previo pagamento dei diritti di segreteria.

Certi di fare cosa gradita alla clientela Quality Services ha inaugurato un nuovo servizio di:

- Ritiro del certificato cartaceo presso gli sportelli della locale Camera di Commercio (Parma e Modena)
- Eventuale pagamento dei diritti di segreteria
- Spedizione in abbonamento direttamente all’indirizzo della società richiedente entro 24/48 ore dall’incarico ricevuto o, in alternativa, spedizione diretta al cliente nel paese di destinazione della merce oggetto del certificato d'origine.

Come previsto dalle istruzioni della Camera di Commercio il servizio potrà essere effettuato previo ricevimento di delega da parte della imprese richiedente.

Se interessati vi preghiamo di prendere contatto tramite mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Studio Toscano srl, Studio Del Nevo srl e Quality Services presentano il seminario “CREDITI DOCUMENTARI”: 5 Aprile 2019, dalle ore 09.00 alle 13.00 presso Hotel Villa Ducale - Parma

Docente: Gabriella Gennari, doganalista ed esperta di pagamenti internazionali

Il programma dell'incontro sarà il seguente:

  • i rischi principali nel commercio estero;
  • le clausole finanziarie nel contratto di vendita;
  • La fattura proforma;
  • Il credito documentario: definizione, utilizzo, procedimento
  • I principali documenti richiesti: documenti di trasporto, certificato di origine, fattura, documento di assicurazione;
  • Spedizioni parziali e spedizioni frazionate;
  • La piazza di utilizzo;
  • Esame dei documenti da parte delle banche;
  • Il credito documentario come strumento di finanziamento a breve termine;
  • Il credito documentario come strumento di pagamento per le transazioni nazionali;
  • Stand by letter of credit: definizione e differenze col credito documentario;
  • QUESITI

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Studio Del Nevo e Quality Services organizzano Venerdì 22 Febbraio presso l'Hotel Villa Ducale di Parma un corso di aggiornamento dedicato alle tematiche legate alle trasferte dei lavoratori dipendenti.

Gli argomenti sono trattati tramite nozioni dirette ed è l'ideale per chi vuole, spendendo poco tempo, avere una panoramica generale sugli obblighi, implicazioni e costi delle trasferte di breve durata, contenute nei 30 giorni.

Principali argomenti trattati:

  • concetto di distacco e trasferta
  • ambito territoriale – UE ed EFTA
  • le fonti – direttive UE e ALC Svizzero
  • la tutela del lavoratore distaccato
  • l’appalto lecito
  • la legislazione sociale
  • gli infortuni sul lavoro
  • il trattamento economico
  • l’orario di lavoro
  • gli adempimenti amministrativi
  • il rischio paese
  • i paesi convenzionati e non convenzionati
  • le verifiche preliminari e l’organizzazione aziendale

Il corso si svolgerà il giorno 22 febbraio 2019 dalle ore 09.30 alle ore 13.30 presso il CDH Hotel Villa Ducale, Viale Europa 81, Parma.

La struttura è facilmente raggiungibile sia dal casello autostradale che dalla stazione ferroviaria.

QUOTE DI ISCRIZIONE AL CONVEGNO:

Clienti dello Studio: 1° partecipante € 150,00 + iva; 2° partecipante € 100,00 + Iva

Non clienti: 1° partecipante € 180,00 + Iva; 2° partecipante € 150,00 + Iva

Per ulteriori dettagli scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

LogoAgenzia

Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1602, la Commissione della Comunità Europea, ha promulgato la nuova tariffa doganale comunitaria valida per l’anno 2019.

La nuova versione del Sistema Armonizzato, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 273/1 del 31 ottobre 2018, Reg. (UE) n. 2018/1602, che modifica l’allegato I del Reg. 2658/87, è disponibile al seguente link: Tariffario Doganale 2019

 

Per una verifica di eventuali modifiche rispetto all'anno precedente è necessario prestare attenzione all’eventuale simbolo riportato accanto al codice doganale del prodotto in analisi:

- stellina nera : è il simbolo che indica i nuovi numeri di codice, 

- quadratino nero : è il simbolo che indica i numeri di codice utilizzati nell'anno precedente, ma con un contenuto diverso.

info brexit

Come riporta il sito dell'Agenzia delle Dogane, il Regno Unito (UK) - quando si concretizzerà formalmente la cosiddetta “Brexit” – non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e l'UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo. Di conseguenza, da quella data si dovranno stabilire lo status doganale delle merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito, e le disposizioni giuridiche applicabili oltre al trattamento adeguato in relazione all'IVA e alle accise. Inoltre, i viaggiatori tra l’Italia e il Regno Unito non potranno più beneficiare delle esenzioni dei controlli previste per l’Unione europea.

Il negoziato
L’art. 50 del Trattato UE prevede un meccanismo di recesso di un Paese basato su un accordo bilaterale che ne definisca le modalità. Questo accordo deve essere concluso, a nome dell'Unione, dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.
La Commissione ha predisposto una Task Force che si occupa delle trattative con UK, per giungere all’accordo di recesso.
Il 15 marzo 2018 la Commissione ha formalizzato una bozza di accordo con UK, che, ove condiviso, rinvierebbe la decorrenza della Brexit al 1° gennaio 2021, garantendo alle controparti un periodo transitorio da marzo 2019 a dicembre 2020, per dirimere le varie questioni della futura relazione tra UE e UK quale Paese terzo, che dovrà essere disciplinata da un secondo accordo (da concludere dopo il recesso) con una base giuridica differente.
Nella bozza del 15 marzo vengono disciplinate le seguenti procedure, non ancora concluse alla data dell’uscita del Regno Unito dalla UE:

merci in circolazione al momento del recesso;
procedure doganali in corso;
IVA ed accise ancora da esigere;
diritti di proprietà intellettuale (incluse le indicazioni geografiche);
cooperazione giudiziaria penale e di polizia in corso;
cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale;
uso dei dati e protezione delle informazioni ottenuti o processati prima della fine della transizione;
appalti pubblici;
questioni Euratom;
procedure giudiziarie e amministrative dell’UE in corso;
procedure di cooperazione amministrativa;
privilegi ed immunità;
questioni legate al funzionamento delle istituzioni;
agenzie e organi della UE.
Il negoziato è tuttora in corso. Un eventuale “deal”, una volta approvato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo, nonché ratificato da parte del Regno Unito, consentirebbe di rinviare l’operatività della Brexit in campo doganale. In caso di mancato accordo, invece, UK diverrà Paese terzo a tutti gli effetti a decorrere dal 30 marzo 2019.

Va precisato che l’Accordo in corso di negoziazione riguarda solo il periodo transitorio (30 marzo 2019 – 31 dicembre 2020) e ha lo scopo di guidare la Brexit al fine di evitare effetti traumatici sull’economia della UE.

In ogni caso dovrà essere negoziato un accordo di libero scambio che regoli le future relazioni commerciali tra la UE e il Regno Unito.

Tutte le informazioni sul negoziato in corso sono disponibili a questo link: https://ec.europa.eu/commission/brexit-negotiations_en

 

UE cinaL'azione unilaterale degli USA, che dal 6 luglio ha introdotto dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi, è giunta proprio in un momento in cui le autorità cinesi hanno iniziato a confermare quel processo di maggiore apertura del mercato interno ai capitali esteri. Ad esempio la Cina ha deciso di abbassare, con decorrenza dal 1° luglio, i dazi sulle importazioni di auto al 15% (dal precedente 25%). In realtà è intervenuta su 1449 beni di consumo, riducendo le tariffe da una media del 15,7% ad una media del 6,9%.
Presso il nostro Studio è possibile ottenere copia del documento "List Import Tax Rebate" pubblicato dagli organi cinesi: la lista ufficiale del Ministero del Commercio Cinese contiene tutte le voci soggette a riduzione solo in cinese ma di facile decifrazione (codi HS code, descrizione, tassa import standard, tassa import ridotta). Restiamo a vostra disposizione per ogni ulteriore necessità.

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Il 17 luglio 2018 Europa e Giappone hanno firmato a Tokyo l'accordo di libero scambio, il maggiore mai negoziato tra le due aree economiche. A firmare, il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il Premier giapponese Shinzo Abe.  Si tratta di "un messaggio potente contro il protezionismo", dichiarano Abe e Juncker. "Quella di oggi è una data storica allorché celebriamo la firma di un accordo commerciale estremamente ambizioso tra due delle più grandi economie del mondo".

I punti salienti dell’accordo

  • Il JEFTA (Japan EU Free Trade Agreement) riguarda 600 milioni di persone, avrà effetto su un export europeo che già vale 58 miliardi in termini di beni e altri 28 miliardi per i servizi e copre un'area di libero scambio che riguarda quasi un terzo del PIL mondiale
  • Una volta attuato completamente l'accordo, il Giappone avrà soppresso i dazi doganali sul 97% dei beni importati dall'UE, per una stima di 1 miliardo l'anno di risparmio per le imprese europee
  • Per quanto riguarda l'agricoltura e l'alimentare, l’accordo prevede che vengano eliminate le tariffe giapponesi su molti prodotti tra cui i formaggi che sono attualmente al 29,8% (si prevede un contingente esente da dazi per i formaggi freschi come la mozzarella), così come sul vino al quale è imposta una barriera media del 15%
  • Le aziende europee potranno incrementare la propria quota di esportazioni di carne, con la specifica che per quella di maiale ci sarà una assenza di barriere doganali per la carne processata e livelli bassi di imposizione per la carne fresca. I dazi sulle carni bovine saranno ridotti dal 38,5% al 9% nel corso di 15 anni su un volume "considerevole" di prodotti a base di tali carni
  • Altri settori prevedono l'eliminazione completa delle tariffe, come le sostanze chimiche, materie plastiche, cosmetici e tessile. I dazi sulle calzature saranno ridotti dal 30% al 21% all'entrata in vigore, per poi essere soppressi completamente nel corso dei 10 anni successivi. I dazi sulle esportazioni UE di prodotti in cuoio, come le borse, saranno eliminati nell'arco di 10 anni
  • L'intesa prevede inoltre una reciproca protezione delle indicazioni geografiche, che riguarda oltre 200 prodotti europei in Giappone, tra questi a titolo di esempio sono inclusi  il Roquefort, l'Aceto Balsamico di Modena, il Prosecco, il Jambon d'Ardenne, il Tiroler Speck, la Polska Wódka, il Queso Manchego, il Lübecker Marzipan e l'Irish Whiskey
  • Per quanto riguarda altri aspetti non tariffari e i servizi, le imprese europee potranno accedere al mercato degli appalti di 48 municipalità nipponiche tra 300 e 500mila abitanti, così come al sistema ferroviario a livello nazionale
  • Sul fronte delle auto, si prevede l'uniformità delle norme internazionali in materia di sicurezza dei prodotti e protezione dell'ambiente: le automobili europee dovranno dunque soddisfare gli stessi requisiti nell'UE e in Giappone e non dovranno essere nuovamente sottoposte a prove e certificazione per l'esportazione verso il Sol Levante.

Fonte: Aice - Associazione Italiana Commercio Estero

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Con un proclama presidenziale emanato in data 8 marzo 2018, e richiamandosi alla sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America ha autorizzato il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti all’adozione di dazi aggiuntivi ad valorem, nella misura del 25% per una serie di articoli (grezzi, semilavorati e finiti) in acciaio e del 10% per una serie di articoli in alluminio.

Il provvedimento segue ad un’indagine realizzata dal Dipartimento del Commercio ed e’ stato motivato dalla necessita’ di tutelare la sicurezza interna degli Stati Uniti, in quanto si tratta di prodotti che hanno applicazioni in settori industriali ritenuti strategici per la sicurezza nazionale.

Il provvedimento prevede inoltre la possibilita' di non applicare o ridurre i dazi nel caso di paesi con i quali gli USA abbiano relazioni di sicurezza e di articoli che non potrebbero essere prodotti negli USA, laddove gli Stati Uniti e tali paesi riescano ad accordarsi per misure alternative ai dazi che possano fornire un'adeguata risposta alle esigenze evidenziate dell'indagine (minaccia alla sicurezza nazionale). Il provvedimento tuttavia non fornisce ulteriori indicazioni in merito.

Con l’emanazione dei regolamenti applicativi da parte del Dipartimento del Commercio i nuovi dazi aggiunti sono entrati in vigore dal 23 marzo 2018.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Le voci doganali interessate dal provvedimento sono individuate sulla base del Sistema Armonizzato Internazionale di Tariffe Doganali (HTS) e sono le seguenti:

a) Acciaio: codici da 7206.10 a 72

16.50, da 7216.99 a 7301.10, 7302.10, da 7302.40 a 7302.90, e da 7304.10 a 7306.90, incluse eventuali revisioni a queste classificazioni.

b) Alluminio: 7601; 7604; 7605; 7606; 7607; 7608; 7609; 7616.99.51.60 e 7616.99.51.70.

  

APPLICAZIONE DEI DAZI AI PAESI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA. 31 MAGGIO 2018

I Paesi Membri dell’Unione Europea avevano inizialmente beneficiato, con proclama presidenziale del 22 marzo 2018, dell'esenzione temporanea dai dazi aggiuntivi su acciaio e alluminio.

Successivamente, con un nuovo proclama presidenziale emanato il 30 aprile 2018 veniva prorogata la sospensione dall'applicazione dei dazi per quei paesi con i quali intercorrono relazioni amichevoli e che si fossero mostrati disponibili ad avviare negoziati per individuare soluzioni alternative per rimuovere le minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti che hanno determinato l'adozione dei dazi aggiuntivi. Nel caso infine dei due paesi, oltre agli USA, membri del NAFTA (Canada e Messico) e dei paesi membri dell'Unione Europea, veniva fissata una nuova proroga di un mese, fino al 1 giugno 2018.

In data 31 maggio 2018, non essendo i negoziati riusciti a produrre un accordo, sono stati emanati due proclami presidenziali che confermano l’applicazione dei dazi aggiuntivi, rispettivamente al 25% per l'acciaio e al 10% per alluminio, nei confronti di Unione Europea, Canada e Messico, con entrata in vigore a partire dal 1 giugno 2018.

 PAESI ESENTATI DAI DAZI A SEGUITO DEI PROCLAMI PRESIDENZIALI DEL 22 MARZO 2018 E SUCCESSIVI PROCLAMI DEL 30 APRILE 2018 E DEL 31 MAGGIO 2018

I Proclami Presidenziali del 22 marzo 2018 e del 30 aprile 2018, che stabilivano l'esenzione di alcuni Paesi partner dai nuovi dazi su alluminio e acciaio, sono stati definitivamente confermati dai proclami presidenziali del 31 maggio 2018.

Pertanto sono ormai effettive e definitive le esenzioni dai dazi per i seguenti paesi:

• Corea del Sud, per cui il proclama del 30 aprile ha sancito la definitiva rimozione dei dazi aggiuntivi, in quanto si prende atto del raggiungimento di un accordo bilaterale per misure alternative che consentono di prevenire ogni minaccia alla sicurezza nazionale degli USA;

• Argentina, Australia e Brasile per i quali, dopo la sospensione a tempo indeterminato sancita nel proclama del 30 aprile in attesa definire i dettagli dell’accordo, il successivo proclama del 31 maggio ha sancito la definitiva rimozione dei dazi in virtu' del raggiungimento di un accordo definitivo con gli stessi.

  

PROCEDURA PER ISTANZA DI ESCLUSIONE

Il 19 marzo 2018 e’ stato emanato dal Bureau of Industry and Security (Agenzia del Department of Commerce), sotto 15 CFR Part 705, un regolamento relativo alla procedura per la presentazione di domanda di esclusione dall’applicazione dei dazi nei prodotti interessati (v. sopra “ambito di applicazione” per l’esatta indicazione dei codici doganali HS) e per la presentazione di obiezioni da parte di terzi statunitensi alle richieste di esclusione.

L’esclusione e’ contemplata per quei prodotti che non sono reperibili sul mercato domestico degli Stati Uniti, oppure la cui produzione e’ da escludersi per ragioni di sicurezza.

La domanda puo’ essere presentata esclusivamente da societa’ statunitensi che utilizzano tali prodotti per attivita’ manifatturiere o di distribuzione commerciale ad aziende manifatturiere statunitensi.

La valutazione della domanda e’ a discrezione dell’Amministrazione.

Il provvedimento di esclusione è emanato dal Segretario al Commercio, in consultazione con altri funzionari dell’Amministrazione ed è previsto un termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda per la valutazione della stessa.

Ambedue le richieste di esclusione e le obiezioni da parte di terzi verranno rese disponibili per visione pubblica presso il sito: regulations.gov.

Si raccomandano quindi le aziende italiane esportatrici interessate dal provvedimento, di mettersi in contatto con i propri importatori o clienti utilizzatori finali con i quali intercorrono i rapporti commerciali, per verificare se abbiano gia’ valutato la fattibilita’ di presentare istanza di esclusione e se si siano attivati per eventuali istanze collettive.

ANALISI DELLE IMPORTAZIONI

Per quanto riguarda le importazioni degli USA di acciaio e alluminio, limitatamente ai prodotti ricadenti nei codici doganali HTS interessati dal provvedimento (v. sopra, al paragrafo: “ambito di applicazione”), le importazioni USA dall’Italia per i prodotti in acciaio nel 2017 ammontavano a complessivi 0,73 miliardi di USD con un peso dell’ 1.5% sul totale delle importazioni USA dall’Italia, mentre quelle dei prodotti in alluminio contavano per 0,11 miliardi di USD con un peso dello 0,2% sulle importazioni complessive degli USA dall’Italia.

1. ACCIAIO

Gli Stati Uniti, nel 2017, hanno importato complessivamente circa 28,7 miliardi di USD di prodotti in acciaio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, in aumento del + 31,3% rispetto al 2016.

I principali paesi fornitori sono la Canada con 5,1 miliardi di USD e una quota di mercato del 17,9%, seguita da Corea del Sud (2,7 miliardi di USD e 9,6%), Messico (2,5 miliardi di USD e 8,8%), Brasile (2,4 miliardi di USD e 8,5%), Giappone (1,5 miliardi di USD e 5,4%). La Cina e’ al 10° posto con 1 miliardo di USD e una quota del 3,6% . L’Italia e’ alla 12^ posizione tra i paesi fornitori degli USA, con un valore, come detto sopra, di 0,73 miliardi di USD ed una quota di mercato del 2,5%.

In particolare, per quanto riguarda le importazioni dall’Italia i nuovi dazi doganali aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono in particolar modo le voci sotto la categoria HS 72, cioe’ articoli grezzi o semilavorati. Il provvedimento ha impatto su circa il 68%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.


2. ALLUMINIO
Per quanto riguarda prodotti in alluminio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, le importazioni degli USA nel 2017 sono ammontate a complessivi 19,1 miliardi di USD in aumento del +28,6% rispetto al 2016.

Per quanto riguarda i nuovi dazi aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono una parte delle voci della categoria HS76, in particolare i semilavorati e alcuni prodotti finiti (tubi, fili, cavi). Il provvedimento ha impatto su circa il 98%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.

                                                                          

Turchia

Misura adottata per beni realizzati in ExtraUE ma esportati verso la Turchia tramite l’UE

Il Governo turco, con regolamento 2017/10926 della DG 30270 del 14 dicembre 2017, entrato in vigore il 13 gennaio 2018, ha introdotto un dazio aggiuntivo all’importazione di alcuni determinati prodotti.

La nuova Decisione obbliga le imprese con sede all’interno della UE, che realizzano prodotti in paesi ExtraUE (con i quali la Turchia non ha in vigore un accordo commerciale preferenziale), a sostenere un’ulteriore tassa – “obbligo finanziario aggiuntivo” – nel caso esportassero le merci in Turchia.

Obiettivo della nuova normativa, che si inserisce in una generale politica di maggior vigilanza sui beni di consumo importati, è contrastare l’importazione di beni prodotti al di fuori dell’Unione Europea ma esportati verso la Turchia tramite l’UE.

L’importatore sarà responsabile della riscossione dell’imposta e le Autorità turche potranno richiedere prove e documenti ulteriori per verificare il paese di origine ed effettuare controlli aggiuntivi.

I prodotti interessati dalla nuova normativa sono individuati dalle seguenti tariffe doganali:

3922, 3923, 3924, 3925, 3926, cap. 42, cap. 43, cap. 50, cap. 51, cap. 52, cap. 53, cap. 54, cap. 55, cap. 56, cap. 57, cap. 58, cap. 59, cap. 60, cap. 61, cap. 62, cap. 63, cap. 64, cap. 65, cap. 66, cap. 67, cap. 68, cap. 69, cap. 70, cap. 84, cap. 85, cap. 87, cap. 88, cap. 89, cap. 90, cap. 91, cap. 92, cap. 94, cap. 95, cap. 96.

Come conseguenza di tale procedura può essere richiesto dalle autorità turche un certificato di origine rilasciato dalla CCIAA per la merce diretta in Turchia, al fine di verificare l'effettiva origine di tale merce. 

 

algeria

Le Autorità algerine hanno emanato nuove norme relative alle procedure per l’importazione di prodotti finiti in quel Paese, norme che sono entrate in vigore già dal 1 gennaio 2018.
Queste le principali variazioni:
- Applicazione di una tassa interna sui consumi, con aliquote dal 30 al 60% a prescindere dalla provenienza e origine della merce

- Sospensione temporanea delle importazioni di numerose categorie di prodotti finiti (prodotti agroalimentari, prodotti dolciari, materiali edili, mobili, ecc.)

- Presentazione, unitamente alle nuove richieste di domiciliazione bancaria (che, come è noto, sono necessarie per importare merci in quel Paese) di una attestazione di libera circolazione del prodotto nel paese di origine o provenienza, emesso dalle Autorità debitamente abilitate nel Paese esportatore e attestante la conformità e la sicurezza del prodotto alle normative algerine.

Questo documento sta creando molti problemi agli operatori ed alle Camere di Commercio per cui lo Studio DEL NEVO si riserva di tornare sull’argomento quando si conosceranno maggiori dettagli.

 

LogoAgenzia

 

Con provvedimento del 25 settembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie - Intrastat. Le nuove disposizioni si applicano agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018.

La norma prefigura una razionalizzazione dei flussi informativi Intrastat volta a raggiungere un duplice obiettivo: evitare duplicazioni di adempimenti comunicativi a carico dei contribuenti IVA e ridurre – nel rispetto della normativa UE – le informazioni fiscali e statistiche da trasmettere all’Amministrazione.

Il provvedimento persegue detti obiettivi attraverso le seguenti misure:

˗ abolizione dei modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi;

˗ valenza esclusivamente statistica dei modelli INTRA mensili relativi agli acquisti di beni e servizi;

˗ per l’individuazione dei soggetti obbligati a presentare gli elenchi relativi agli acquisti di beni e servizi con periodicità mensile, innalzamento della soglia dell’ammontare delle operazioni da 50.000 euro a 200.000 euro trimestrali per gli acquisti di beni, e da 50.000 euro a 100.000 euro trimestrali per gli acquisti di servizi (punti 1.1 e 2.1. del provvedimento).

˗ mantenimento dei modelli INTRA esistenti per le cessioni di beni e di servizi. Per tali operazioni, in particolare, la presentazione con periodicità mensile o trimestrale resta ancorata alla soglia di 50.000 euro prevista dal Decreto 22 febbraio 2010, in conformità alla direttiva 112/2006/CE (art. 263).

˗ innalzamento della soglia “statistica” per gli elenchi relativi alle cessioni di beni. In particolare, la compilazione dei dati statistici negli elenchi mensili relativi alle cessioni di beni è opzionale per i soggetti che non superano i 100.000 euro di operazioni trimestrali;

˗ semplificazione della compilazione del campo “Codice Servizio”, ove presente, attraverso il ridimensionamento del livello di dettaglio richiesto. In particolare, il passaggio dal CPA a 6 cifre al CPA a 5 cifre comporta una riduzione di circa il 50% dei codici CPA da selezionare. Tale misura sarà successivamente accompagnata dall’introduzione di un “motore di ricerca” e di forme di assistenza più mirata, in ausilio degli operatori.

(fonte: Agenzia delle Entrate)

 

intrastat

A seguito del confronto istituito tra Agenzia delle entrate e dogane, Istat, Banca d’Italia e associazioni di categoria, nell’ambito del tavolo di lavoro coordinato dal Ministero dell’Economia e Finanze, iniziano a delinearsi le semplificazioni agli adempimenti relativi ai Modelli INTRA, che saranno formalizzate con un provvedimento direttoriale.

Le novità riguarderanno i modelli INTRA mensili o trimestrale da presentarsi in relazione al 2018 e gli scopi di tali interventi sono sostanzialmente i seguenti:
• semplificazione degli obblighi comunicativi
• evitare duplicazioni
Per quanto riguarda i quadri relativi agli acquisti (sia beni che servizi) le soglie di presentazione saranno modificate sia per i contribuenti mensili che trimestrali. In alcuni casi le soglie relative a beni e servizi opereranno in modo indipendente, ovvero al superamento della soglia per i servizi i contribuenti non saranno tenuti all’obbligo per i beni e viceversa. Relativamente ai servizi, una sostanziale novità riguarda i CPA (codici servizio) che subiranno una sostanziale riduzione (circa del 50%) e saranno codificati con codici a 5 cifre e non più a 6.
Una delle proposte più innovative riguarda l’eventualità di adottare una dichiarazione per la raccolta dei dati relativi all’import/export dei servizi con i Paesi extraUe.
Tutte le proposte sopraelencate potranno diventare operative a partire dagli elenchi Intrastat relativi alle operazioni dell’anno solare 2018.
Per i clienti dello Studio Del Nevo è disponibile una presentazione PowerPoint dove vengono elencate in dettaglio tutte le possibili novità relative ai Modelli Intrastat 2018, per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.