• ORIGINE DELLA MERCE

    preferenziale e non preferenziale

  • Seminari e corsi di formazione

  • Consulenza in materia doganale

Par avere accesso ai documenti riservati, occorre effettuare il login.

Società di servizi per l'estero e disbrigo pratiche

CONSULENZA

INTRA PDF GUIDA

CORSOintra

 

cciaa 750x330

Come è noto, dal 1 giugno 2019, è entrato in vigore l’obbligo, da parte delle imprese, di richiedere l’emissione del certificato di origine alle Camere di Commercio esclusivamente “on line”, tramite piattaforma telematica.

Il C.O. verrà emesso, tuttavia, in forma cartacea e dovrà essere ritirato presso gli sportelli della Camera di Commercio, previo pagamento dei diritti di segreteria.

Certi di fare cosa gradita alla clientela Quality Services ha inaugurato un nuovo servizio di:

- Ritiro del certificato cartaceo presso gli sportelli della locale Camera di Commercio (Parma e Modena)
- Eventuale pagamento dei diritti di segreteria
- Spedizione in abbonamento direttamente all’indirizzo della società richiedente entro 24/48 ore dall’incarico ricevuto o, in alternativa, spedizione diretta al cliente nel paese di destinazione della merce oggetto del certificato d'origine.

Come previsto dalle istruzioni della Camera di Commercio il servizio potrà essere effettuato previo ricevimento di delega da parte della imprese richiedente.

Se interessati vi preghiamo di prendere contatto tramite mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

03logo del nevo

Studio Del Nevo e Quality Services organizzano Venerdì 27 Settembre a Parma un seminario con tema: "L’IVA NEI RAPPORTI CON L’ESTERO E IL REGIME DELLE PROVE".

La gestione IVA delle operazioni internazionali, che avvengono nella maggioranza dei casi attraverso l’applicazione del regime di non imponibilità, richiede un’adeguata conoscenza dei presupposti di applicazione del tributo oggettivo, soggettivo e soprattutto territoriale, al fine di evitare di incorrere in errori sanzionabili ad opera dell’Amministrazione Finanziaria. Il corso si propone di fornire ai soggetti interessati gli strumenti operativi per gestire gli adempimenti fiscali connessi alle operazioni con l’estero.

Principali argomenti trattati:
a. I requisiti di applicazione dell’imposta;
b. Il requisito della territorialità nelle cessioni di beni e nelle prestazioni di servizio;
c. Il momento di effettuazione dell’operazione e i criteri di fatturazione delle operazioni internazionali;
d. Le cessioni all’esportazione e il regime delle prove;
e. Le cessioni intracomunitarie e il regime delle prove;
f.  Le cessioni ad esportatori abituali;
g. Le cessioni di beni con installazione all’estero;
h. Le operazioni triangolari.

Per maggiori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

logodelnevo

Studio Del Nevo, Quality Services e Studio Toscano-Carbognani organizzano Lunedì 28 Ottobre a Parma un seminario con tema: "NUOVI INCOTERMS - EDIZIONE 2020".

I nuovi Incoterms 2020 sono già in fase di stesura all'interno della Camera di commercio internazionale (ICC) ed entreranno in vigore il 1 ° gennaio 2020.

Anticipazione sulle possibili novità in ambito Incoterms:

Eliminazione degli Incoterms EXW

Eliminazione dell'incoterm FAS

Suddivisione dellaa resa FCA in due Incoterms
È valutato creare due Incoterms FCA, uno per la consegna della terra e l'altro per le consegne marittime.

FOB e CIF per il trasporto marittimo containerizzato

Negli Incoterms 2020 è possibile che FOB e CIF possano essere utilizzati per il trasporto di container come avveniva nelle versioni di Incoterms 2000 e precedenti.

Creazione di un nuovo Incoterm: CNI

Il nuovo Incoterm denominato CNI (Cost and Insurance) e verrebbe a colmare una lacuna tra FCA e CFR / CIF.

Suddivisione dell'Incoterm DDP in due Incoterms
Il comitato di redazione sta valutando la possibilità di creare due Incoterms basati su DDP:

DTP (consegnato al terminale pagato): quando le merci vengono consegnate a un terminal (porto, aeroporto, centro di trasporto, ecc.) nel paese dell'acquirente ed è il venditore che si assume il pagamento dei dazi doganali.

DPP (Delivered at Place Paid): quando la merce viene consegnata in qualsiasi luogo che non sia un terminal di trasporto (ad esempio all'indirizzo dell'acquirente) ed è il venditore che si assume il pagamento dei dazi doganali.

Per maggiori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Studio Toscano srl, Studio Del Nevo srl e Quality Services presentano il seminario “CREDITI DOCUMENTARI”: 5 Aprile 2019, dalle ore 09.00 alle 13.00 presso Hotel Villa Ducale - Parma

Docente: Gabriella Gennari, doganalista ed esperta di pagamenti internazionali

Il programma dell'incontro sarà il seguente:

  • i rischi principali nel commercio estero;
  • le clausole finanziarie nel contratto di vendita;
  • La fattura proforma;
  • Il credito documentario: definizione, utilizzo, procedimento
  • I principali documenti richiesti: documenti di trasporto, certificato di origine, fattura, documento di assicurazione;
  • Spedizioni parziali e spedizioni frazionate;
  • La piazza di utilizzo;
  • Esame dei documenti da parte delle banche;
  • Il credito documentario come strumento di finanziamento a breve termine;
  • Il credito documentario come strumento di pagamento per le transazioni nazionali;
  • Stand by letter of credit: definizione e differenze col credito documentario;
  • QUESITI

Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Studio Del Nevo e Quality Services organizzano Venerdì 22 Febbraio presso l'Hotel Villa Ducale di Parma un corso di aggiornamento dedicato alle tematiche legate alle trasferte dei lavoratori dipendenti.

Gli argomenti sono trattati tramite nozioni dirette ed è l'ideale per chi vuole, spendendo poco tempo, avere una panoramica generale sugli obblighi, implicazioni e costi delle trasferte di breve durata, contenute nei 30 giorni.

Principali argomenti trattati:

  • concetto di distacco e trasferta
  • ambito territoriale – UE ed EFTA
  • le fonti – direttive UE e ALC Svizzero
  • la tutela del lavoratore distaccato
  • l’appalto lecito
  • la legislazione sociale
  • gli infortuni sul lavoro
  • il trattamento economico
  • l’orario di lavoro
  • gli adempimenti amministrativi
  • il rischio paese
  • i paesi convenzionati e non convenzionati
  • le verifiche preliminari e l’organizzazione aziendale

Il corso si svolgerà il giorno 22 febbraio 2019 dalle ore 09.30 alle ore 13.30 presso il CDH Hotel Villa Ducale, Viale Europa 81, Parma.

La struttura è facilmente raggiungibile sia dal casello autostradale che dalla stazione ferroviaria.

QUOTE DI ISCRIZIONE AL CONVEGNO:

Clienti dello Studio: 1° partecipante € 150,00 + iva; 2° partecipante € 100,00 + Iva

Non clienti: 1° partecipante € 180,00 + Iva; 2° partecipante € 150,00 + Iva

Per ulteriori dettagli scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

LogoAgenzia

Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1602, la Commissione della Comunità Europea, ha promulgato la nuova tariffa doganale comunitaria valida per l’anno 2019.

La nuova versione del Sistema Armonizzato, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 273/1 del 31 ottobre 2018, Reg. (UE) n. 2018/1602, che modifica l’allegato I del Reg. 2658/87, è disponibile al seguente link: Tariffario Doganale 2019

 

Per una verifica di eventuali modifiche rispetto all'anno precedente è necessario prestare attenzione all’eventuale simbolo riportato accanto al codice doganale del prodotto in analisi:

- stellina nera : è il simbolo che indica i nuovi numeri di codice, 

- quadratino nero : è il simbolo che indica i numeri di codice utilizzati nell'anno precedente, ma con un contenuto diverso.

info brexit

Come riporta il sito dell'Agenzia delle Dogane, il Regno Unito (UK) - quando si concretizzerà formalmente la cosiddetta “Brexit” – non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e l'UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo. Di conseguenza, da quella data si dovranno stabilire lo status doganale delle merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito, e le disposizioni giuridiche applicabili oltre al trattamento adeguato in relazione all'IVA e alle accise. Inoltre, i viaggiatori tra l’Italia e il Regno Unito non potranno più beneficiare delle esenzioni dei controlli previste per l’Unione europea.

Il negoziato
L’art. 50 del Trattato UE prevede un meccanismo di recesso di un Paese basato su un accordo bilaterale che ne definisca le modalità. Questo accordo deve essere concluso, a nome dell'Unione, dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.
La Commissione ha predisposto una Task Force che si occupa delle trattative con UK, per giungere all’accordo di recesso.
Il 15 marzo 2018 la Commissione ha formalizzato una bozza di accordo con UK, che, ove condiviso, rinvierebbe la decorrenza della Brexit al 1° gennaio 2021, garantendo alle controparti un periodo transitorio da marzo 2019 a dicembre 2020, per dirimere le varie questioni della futura relazione tra UE e UK quale Paese terzo, che dovrà essere disciplinata da un secondo accordo (da concludere dopo il recesso) con una base giuridica differente.
Nella bozza del 15 marzo vengono disciplinate le seguenti procedure, non ancora concluse alla data dell’uscita del Regno Unito dalla UE:

merci in circolazione al momento del recesso;
procedure doganali in corso;
IVA ed accise ancora da esigere;
diritti di proprietà intellettuale (incluse le indicazioni geografiche);
cooperazione giudiziaria penale e di polizia in corso;
cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale;
uso dei dati e protezione delle informazioni ottenuti o processati prima della fine della transizione;
appalti pubblici;
questioni Euratom;
procedure giudiziarie e amministrative dell’UE in corso;
procedure di cooperazione amministrativa;
privilegi ed immunità;
questioni legate al funzionamento delle istituzioni;
agenzie e organi della UE.
Il negoziato è tuttora in corso. Un eventuale “deal”, una volta approvato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo, nonché ratificato da parte del Regno Unito, consentirebbe di rinviare l’operatività della Brexit in campo doganale. In caso di mancato accordo, invece, UK diverrà Paese terzo a tutti gli effetti a decorrere dal 30 marzo 2019.

Va precisato che l’Accordo in corso di negoziazione riguarda solo il periodo transitorio (30 marzo 2019 – 31 dicembre 2020) e ha lo scopo di guidare la Brexit al fine di evitare effetti traumatici sull’economia della UE.

In ogni caso dovrà essere negoziato un accordo di libero scambio che regoli le future relazioni commerciali tra la UE e il Regno Unito.

Tutte le informazioni sul negoziato in corso sono disponibili a questo link: https://ec.europa.eu/commission/brexit-negotiations_en

 

UE cinaL'azione unilaterale degli USA, che dal 6 luglio ha introdotto dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi, è giunta proprio in un momento in cui le autorità cinesi hanno iniziato a confermare quel processo di maggiore apertura del mercato interno ai capitali esteri. Ad esempio la Cina ha deciso di abbassare, con decorrenza dal 1° luglio, i dazi sulle importazioni di auto al 15% (dal precedente 25%). In realtà è intervenuta su 1449 beni di consumo, riducendo le tariffe da una media del 15,7% ad una media del 6,9%.
Presso il nostro Studio è possibile ottenere copia del documento "List Import Tax Rebate" pubblicato dagli organi cinesi: la lista ufficiale del Ministero del Commercio Cinese contiene tutte le voci soggette a riduzione solo in cinese ma di facile decifrazione (codi HS code, descrizione, tassa import standard, tassa import ridotta). Restiamo a vostra disposizione per ogni ulteriore necessità.

header home eu japan fta 05

Il 17 luglio 2018 Europa e Giappone hanno firmato a Tokyo l'accordo di libero scambio, il maggiore mai negoziato tra le due aree economiche. A firmare, il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il Premier giapponese Shinzo Abe.  Si tratta di "un messaggio potente contro il protezionismo", dichiarano Abe e Juncker. "Quella di oggi è una data storica allorché celebriamo la firma di un accordo commerciale estremamente ambizioso tra due delle più grandi economie del mondo".

I punti salienti dell’accordo

  • Il JEFTA (Japan EU Free Trade Agreement) riguarda 600 milioni di persone, avrà effetto su un export europeo che già vale 58 miliardi in termini di beni e altri 28 miliardi per i servizi e copre un'area di libero scambio che riguarda quasi un terzo del PIL mondiale
  • Una volta attuato completamente l'accordo, il Giappone avrà soppresso i dazi doganali sul 97% dei beni importati dall'UE, per una stima di 1 miliardo l'anno di risparmio per le imprese europee
  • Per quanto riguarda l'agricoltura e l'alimentare, l’accordo prevede che vengano eliminate le tariffe giapponesi su molti prodotti tra cui i formaggi che sono attualmente al 29,8% (si prevede un contingente esente da dazi per i formaggi freschi come la mozzarella), così come sul vino al quale è imposta una barriera media del 15%
  • Le aziende europee potranno incrementare la propria quota di esportazioni di carne, con la specifica che per quella di maiale ci sarà una assenza di barriere doganali per la carne processata e livelli bassi di imposizione per la carne fresca. I dazi sulle carni bovine saranno ridotti dal 38,5% al 9% nel corso di 15 anni su un volume "considerevole" di prodotti a base di tali carni
  • Altri settori prevedono l'eliminazione completa delle tariffe, come le sostanze chimiche, materie plastiche, cosmetici e tessile. I dazi sulle calzature saranno ridotti dal 30% al 21% all'entrata in vigore, per poi essere soppressi completamente nel corso dei 10 anni successivi. I dazi sulle esportazioni UE di prodotti in cuoio, come le borse, saranno eliminati nell'arco di 10 anni
  • L'intesa prevede inoltre una reciproca protezione delle indicazioni geografiche, che riguarda oltre 200 prodotti europei in Giappone, tra questi a titolo di esempio sono inclusi  il Roquefort, l'Aceto Balsamico di Modena, il Prosecco, il Jambon d'Ardenne, il Tiroler Speck, la Polska Wódka, il Queso Manchego, il Lübecker Marzipan e l'Irish Whiskey
  • Per quanto riguarda altri aspetti non tariffari e i servizi, le imprese europee potranno accedere al mercato degli appalti di 48 municipalità nipponiche tra 300 e 500mila abitanti, così come al sistema ferroviario a livello nazionale
  • Sul fronte delle auto, si prevede l'uniformità delle norme internazionali in materia di sicurezza dei prodotti e protezione dell'ambiente: le automobili europee dovranno dunque soddisfare gli stessi requisiti nell'UE e in Giappone e non dovranno essere nuovamente sottoposte a prove e certificazione per l'esportazione verso il Sol Levante.

Fonte: Aice - Associazione Italiana Commercio Estero

trump

Con un proclama presidenziale emanato in data 8 marzo 2018, e richiamandosi alla sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America ha autorizzato il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti all’adozione di dazi aggiuntivi ad valorem, nella misura del 25% per una serie di articoli (grezzi, semilavorati e finiti) in acciaio e del 10% per una serie di articoli in alluminio.

Il provvedimento segue ad un’indagine realizzata dal Dipartimento del Commercio ed e’ stato motivato dalla necessita’ di tutelare la sicurezza interna degli Stati Uniti, in quanto si tratta di prodotti che hanno applicazioni in settori industriali ritenuti strategici per la sicurezza nazionale.

Il provvedimento prevede inoltre la possibilita' di non applicare o ridurre i dazi nel caso di paesi con i quali gli USA abbiano relazioni di sicurezza e di articoli che non potrebbero essere prodotti negli USA, laddove gli Stati Uniti e tali paesi riescano ad accordarsi per misure alternative ai dazi che possano fornire un'adeguata risposta alle esigenze evidenziate dell'indagine (minaccia alla sicurezza nazionale). Il provvedimento tuttavia non fornisce ulteriori indicazioni in merito.

Con l’emanazione dei regolamenti applicativi da parte del Dipartimento del Commercio i nuovi dazi aggiunti sono entrati in vigore dal 23 marzo 2018.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Le voci doganali interessate dal provvedimento sono individuate sulla base del Sistema Armonizzato Internazionale di Tariffe Doganali (HTS) e sono le seguenti:

a) Acciaio: codici da 7206.10 a 72

16.50, da 7216.99 a 7301.10, 7302.10, da 7302.40 a 7302.90, e da 7304.10 a 7306.90, incluse eventuali revisioni a queste classificazioni.

b) Alluminio: 7601; 7604; 7605; 7606; 7607; 7608; 7609; 7616.99.51.60 e 7616.99.51.70.

  

APPLICAZIONE DEI DAZI AI PAESI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA. 31 MAGGIO 2018

I Paesi Membri dell’Unione Europea avevano inizialmente beneficiato, con proclama presidenziale del 22 marzo 2018, dell'esenzione temporanea dai dazi aggiuntivi su acciaio e alluminio.

Successivamente, con un nuovo proclama presidenziale emanato il 30 aprile 2018 veniva prorogata la sospensione dall'applicazione dei dazi per quei paesi con i quali intercorrono relazioni amichevoli e che si fossero mostrati disponibili ad avviare negoziati per individuare soluzioni alternative per rimuovere le minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti che hanno determinato l'adozione dei dazi aggiuntivi. Nel caso infine dei due paesi, oltre agli USA, membri del NAFTA (Canada e Messico) e dei paesi membri dell'Unione Europea, veniva fissata una nuova proroga di un mese, fino al 1 giugno 2018.

In data 31 maggio 2018, non essendo i negoziati riusciti a produrre un accordo, sono stati emanati due proclami presidenziali che confermano l’applicazione dei dazi aggiuntivi, rispettivamente al 25% per l'acciaio e al 10% per alluminio, nei confronti di Unione Europea, Canada e Messico, con entrata in vigore a partire dal 1 giugno 2018.

 PAESI ESENTATI DAI DAZI A SEGUITO DEI PROCLAMI PRESIDENZIALI DEL 22 MARZO 2018 E SUCCESSIVI PROCLAMI DEL 30 APRILE 2018 E DEL 31 MAGGIO 2018

I Proclami Presidenziali del 22 marzo 2018 e del 30 aprile 2018, che stabilivano l'esenzione di alcuni Paesi partner dai nuovi dazi su alluminio e acciaio, sono stati definitivamente confermati dai proclami presidenziali del 31 maggio 2018.

Pertanto sono ormai effettive e definitive le esenzioni dai dazi per i seguenti paesi:

• Corea del Sud, per cui il proclama del 30 aprile ha sancito la definitiva rimozione dei dazi aggiuntivi, in quanto si prende atto del raggiungimento di un accordo bilaterale per misure alternative che consentono di prevenire ogni minaccia alla sicurezza nazionale degli USA;

• Argentina, Australia e Brasile per i quali, dopo la sospensione a tempo indeterminato sancita nel proclama del 30 aprile in attesa definire i dettagli dell’accordo, il successivo proclama del 31 maggio ha sancito la definitiva rimozione dei dazi in virtu' del raggiungimento di un accordo definitivo con gli stessi.

  

PROCEDURA PER ISTANZA DI ESCLUSIONE

Il 19 marzo 2018 e’ stato emanato dal Bureau of Industry and Security (Agenzia del Department of Commerce), sotto 15 CFR Part 705, un regolamento relativo alla procedura per la presentazione di domanda di esclusione dall’applicazione dei dazi nei prodotti interessati (v. sopra “ambito di applicazione” per l’esatta indicazione dei codici doganali HS) e per la presentazione di obiezioni da parte di terzi statunitensi alle richieste di esclusione.

L’esclusione e’ contemplata per quei prodotti che non sono reperibili sul mercato domestico degli Stati Uniti, oppure la cui produzione e’ da escludersi per ragioni di sicurezza.

La domanda puo’ essere presentata esclusivamente da societa’ statunitensi che utilizzano tali prodotti per attivita’ manifatturiere o di distribuzione commerciale ad aziende manifatturiere statunitensi.

La valutazione della domanda e’ a discrezione dell’Amministrazione.

Il provvedimento di esclusione è emanato dal Segretario al Commercio, in consultazione con altri funzionari dell’Amministrazione ed è previsto un termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda per la valutazione della stessa.

Ambedue le richieste di esclusione e le obiezioni da parte di terzi verranno rese disponibili per visione pubblica presso il sito: regulations.gov.

Si raccomandano quindi le aziende italiane esportatrici interessate dal provvedimento, di mettersi in contatto con i propri importatori o clienti utilizzatori finali con i quali intercorrono i rapporti commerciali, per verificare se abbiano gia’ valutato la fattibilita’ di presentare istanza di esclusione e se si siano attivati per eventuali istanze collettive.

ANALISI DELLE IMPORTAZIONI

Per quanto riguarda le importazioni degli USA di acciaio e alluminio, limitatamente ai prodotti ricadenti nei codici doganali HTS interessati dal provvedimento (v. sopra, al paragrafo: “ambito di applicazione”), le importazioni USA dall’Italia per i prodotti in acciaio nel 2017 ammontavano a complessivi 0,73 miliardi di USD con un peso dell’ 1.5% sul totale delle importazioni USA dall’Italia, mentre quelle dei prodotti in alluminio contavano per 0,11 miliardi di USD con un peso dello 0,2% sulle importazioni complessive degli USA dall’Italia.

1. ACCIAIO

Gli Stati Uniti, nel 2017, hanno importato complessivamente circa 28,7 miliardi di USD di prodotti in acciaio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, in aumento del + 31,3% rispetto al 2016.

I principali paesi fornitori sono la Canada con 5,1 miliardi di USD e una quota di mercato del 17,9%, seguita da Corea del Sud (2,7 miliardi di USD e 9,6%), Messico (2,5 miliardi di USD e 8,8%), Brasile (2,4 miliardi di USD e 8,5%), Giappone (1,5 miliardi di USD e 5,4%). La Cina e’ al 10° posto con 1 miliardo di USD e una quota del 3,6% . L’Italia e’ alla 12^ posizione tra i paesi fornitori degli USA, con un valore, come detto sopra, di 0,73 miliardi di USD ed una quota di mercato del 2,5%.

In particolare, per quanto riguarda le importazioni dall’Italia i nuovi dazi doganali aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono in particolar modo le voci sotto la categoria HS 72, cioe’ articoli grezzi o semilavorati. Il provvedimento ha impatto su circa il 68%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.


2. ALLUMINIO
Per quanto riguarda prodotti in alluminio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, le importazioni degli USA nel 2017 sono ammontate a complessivi 19,1 miliardi di USD in aumento del +28,6% rispetto al 2016.

Per quanto riguarda i nuovi dazi aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono una parte delle voci della categoria HS76, in particolare i semilavorati e alcuni prodotti finiti (tubi, fili, cavi). Il provvedimento ha impatto su circa il 98%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.

                                                                          

Turchia

Misura adottata per beni realizzati in ExtraUE ma esportati verso la Turchia tramite l’UE

Il Governo turco, con regolamento 2017/10926 della DG 30270 del 14 dicembre 2017, entrato in vigore il 13 gennaio 2018, ha introdotto un dazio aggiuntivo all’importazione di alcuni determinati prodotti.

La nuova Decisione obbliga le imprese con sede all’interno della UE, che realizzano prodotti in paesi ExtraUE (con i quali la Turchia non ha in vigore un accordo commerciale preferenziale), a sostenere un’ulteriore tassa – “obbligo finanziario aggiuntivo” – nel caso esportassero le merci in Turchia.

Obiettivo della nuova normativa, che si inserisce in una generale politica di maggior vigilanza sui beni di consumo importati, è contrastare l’importazione di beni prodotti al di fuori dell’Unione Europea ma esportati verso la Turchia tramite l’UE.

L’importatore sarà responsabile della riscossione dell’imposta e le Autorità turche potranno richiedere prove e documenti ulteriori per verificare il paese di origine ed effettuare controlli aggiuntivi.

I prodotti interessati dalla nuova normativa sono individuati dalle seguenti tariffe doganali:

3922, 3923, 3924, 3925, 3926, cap. 42, cap. 43, cap. 50, cap. 51, cap. 52, cap. 53, cap. 54, cap. 55, cap. 56, cap. 57, cap. 58, cap. 59, cap. 60, cap. 61, cap. 62, cap. 63, cap. 64, cap. 65, cap. 66, cap. 67, cap. 68, cap. 69, cap. 70, cap. 84, cap. 85, cap. 87, cap. 88, cap. 89, cap. 90, cap. 91, cap. 92, cap. 94, cap. 95, cap. 96.

Come conseguenza di tale procedura può essere richiesto dalle autorità turche un certificato di origine rilasciato dalla CCIAA per la merce diretta in Turchia, al fine di verificare l'effettiva origine di tale merce. 

 

algeria

Le Autorità algerine hanno emanato nuove norme relative alle procedure per l’importazione di prodotti finiti in quel Paese, norme che sono entrate in vigore già dal 1 gennaio 2018.
Queste le principali variazioni:
- Applicazione di una tassa interna sui consumi, con aliquote dal 30 al 60% a prescindere dalla provenienza e origine della merce

- Sospensione temporanea delle importazioni di numerose categorie di prodotti finiti (prodotti agroalimentari, prodotti dolciari, materiali edili, mobili, ecc.)

- Presentazione, unitamente alle nuove richieste di domiciliazione bancaria (che, come è noto, sono necessarie per importare merci in quel Paese) di una attestazione di libera circolazione del prodotto nel paese di origine o provenienza, emesso dalle Autorità debitamente abilitate nel Paese esportatore e attestante la conformità e la sicurezza del prodotto alle normative algerine.

Questo documento sta creando molti problemi agli operatori ed alle Camere di Commercio per cui lo Studio DEL NEVO si riserva di tornare sull’argomento quando si conosceranno maggiori dettagli.

 

LogoAgenzia

 

Con provvedimento del 25 settembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie - Intrastat. Le nuove disposizioni si applicano agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018.

La norma prefigura una razionalizzazione dei flussi informativi Intrastat volta a raggiungere un duplice obiettivo: evitare duplicazioni di adempimenti comunicativi a carico dei contribuenti IVA e ridurre – nel rispetto della normativa UE – le informazioni fiscali e statistiche da trasmettere all’Amministrazione.

Il provvedimento persegue detti obiettivi attraverso le seguenti misure:

˗ abolizione dei modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi;

˗ valenza esclusivamente statistica dei modelli INTRA mensili relativi agli acquisti di beni e servizi;

˗ per l’individuazione dei soggetti obbligati a presentare gli elenchi relativi agli acquisti di beni e servizi con periodicità mensile, innalzamento della soglia dell’ammontare delle operazioni da 50.000 euro a 200.000 euro trimestrali per gli acquisti di beni, e da 50.000 euro a 100.000 euro trimestrali per gli acquisti di servizi (punti 1.1 e 2.1. del provvedimento).

˗ mantenimento dei modelli INTRA esistenti per le cessioni di beni e di servizi. Per tali operazioni, in particolare, la presentazione con periodicità mensile o trimestrale resta ancorata alla soglia di 50.000 euro prevista dal Decreto 22 febbraio 2010, in conformità alla direttiva 112/2006/CE (art. 263).

˗ innalzamento della soglia “statistica” per gli elenchi relativi alle cessioni di beni. In particolare, la compilazione dei dati statistici negli elenchi mensili relativi alle cessioni di beni è opzionale per i soggetti che non superano i 100.000 euro di operazioni trimestrali;

˗ semplificazione della compilazione del campo “Codice Servizio”, ove presente, attraverso il ridimensionamento del livello di dettaglio richiesto. In particolare, il passaggio dal CPA a 6 cifre al CPA a 5 cifre comporta una riduzione di circa il 50% dei codici CPA da selezionare. Tale misura sarà successivamente accompagnata dall’introduzione di un “motore di ricerca” e di forme di assistenza più mirata, in ausilio degli operatori.

(fonte: Agenzia delle Entrate)

 

intrastat

A seguito del confronto istituito tra Agenzia delle entrate e dogane, Istat, Banca d’Italia e associazioni di categoria, nell’ambito del tavolo di lavoro coordinato dal Ministero dell’Economia e Finanze, iniziano a delinearsi le semplificazioni agli adempimenti relativi ai Modelli INTRA, che saranno formalizzate con un provvedimento direttoriale.

Le novità riguarderanno i modelli INTRA mensili o trimestrale da presentarsi in relazione al 2018 e gli scopi di tali interventi sono sostanzialmente i seguenti:
• semplificazione degli obblighi comunicativi
• evitare duplicazioni
Per quanto riguarda i quadri relativi agli acquisti (sia beni che servizi) le soglie di presentazione saranno modificate sia per i contribuenti mensili che trimestrali. In alcuni casi le soglie relative a beni e servizi opereranno in modo indipendente, ovvero al superamento della soglia per i servizi i contribuenti non saranno tenuti all’obbligo per i beni e viceversa. Relativamente ai servizi, una sostanziale novità riguarda i CPA (codici servizio) che subiranno una sostanziale riduzione (circa del 50%) e saranno codificati con codici a 5 cifre e non più a 6.
Una delle proposte più innovative riguarda l’eventualità di adottare una dichiarazione per la raccolta dei dati relativi all’import/export dei servizi con i Paesi extraUe.
Tutte le proposte sopraelencate potranno diventare operative a partire dagli elenchi Intrastat relativi alle operazioni dell’anno solare 2018.
Per i clienti dello Studio Del Nevo è disponibile una presentazione PowerPoint dove vengono elencate in dettaglio tutte le possibili novità relative ai Modelli Intrastat 2018, per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

mopMETISOFT SPA in collaborazione con INFORAV organizza l’incontro:

“Affrontare la competitività dei mercati internazionali con una corretta ed efficiente gestione dell’origine preferenziale dei prodotti”
21 SETTEMBRE ore 17 - COPERNICO MILANO CENTRALE, VIA COPERNICO 38 - MILANO

Gestire correttamente il processo di emissione delle prove d’origine e Long Term Declaration, facilitare gli adempimenti normativi richiesti, è essenziale per:
 evitare di incorrere nelle sanzioni penali previste per false dichiarazioni
 ottimizzare i processi interni
 affrontare i mercati con le leve competitive che derivano dalla riduzione o esenzione dei dazi doganali

L’incontro si avvarrà della presenza del Dott. Simone Del Nevo, consulente doganale tra i massimi esperti nazionali, e tratterà i temi legati all’emissione delle dichiarazioni d’origine EUR-1 e assimilate e il loro diretto impatto sull’operatività e il business, attraverso l’analisi di casi di successo e con una tavola rotonda che sarà occasione di confronto sulle specifiche esigenze delle industry presenti.
AGENDA
Ore 16,45 - Registrazione e welcome coffee
Ore 17,00 - Introduzione - Alessandro Musumeci, presidente Inforav e docente
presso Università Internazionale di Roma-UNINT
Ore 17,15 – I requisiti per il conferimento dell’origine preferenziale nell’ambito degli accordi di libero
scambio (FTA- Free Trade Agreement) Dott. Simone Del Nevo, consulente doganale
Ore 17,30 - Presentazione “best case”
• Certificazione d’origine: il centro di competenza e il modello operativo Metisoft spa
• L’azienda Artemide spa e le esigenze in ambito “dichiarazione d’origine” e “made in”
• La soluzione Metisoft proposta
• Il progetto
• I risultati
Ore 18,30 - Sessione di domande e risposte sul caso di studio
Ore 19,15 - Discussione finale e cocktail

La partecipazione è gratuita previa iscrizione online: http://www.metisoft.it/tavola-rotonda-metisoft-inforav

 

ceta

Dichiarazione dell'on. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea e Justin Trudeau, primo ministro del Canada
Bruxelles, 8 luglio 2017:

"L'Accordo Economico e Commercio segna un nuovo capitolo sulla relazione tra l'UE e il Canada.
Con l'incontro al G20 di Amburgo, riconfermando l'impegno congiunto al sistema commerciale internazionale basato su regole comuni, abbiamo deciso di fissare la data del 21 settembre 2017 per avviare l'applicazione provvisoria dell'accordo, consentendo così di prendere tutte le misure necessarie di esecuzione prima di tale data.
L'accordo sarà ora applicato provvisoriamente ed entrerà definitivamente in vigore una volta che i parlamenti di tutti gli Stati membri dell'UE avranno ratificato il testo secondo i loro rispettivi requisiti costituzionali nazionali."

Fonte: Commisione Europea 08/07/2017

cetaL’applicazione provvisoria dell’accordo UE/Canada dovrebbe concretizzarsi entro fine estate 2017. Per spedizioni di valore inferiore a 6.000 euro si potrà attestare il carattere preferenziale delle merci liberamente su fattura.

Per spedizioni di valore superiore a 6.000 ci si dovrà iscrivere nella banca dati REX (sistema esportatori registrati).

In attesa dell’iscrizione nella banca dati REX l’esportatore potrà continuare ad utilizzare, al fine di attestare il carattere preferenziale delle merci, per spedizioni di valore superiore a 6.000 euro, il proprio numero di esportatore autorizzato ottenuto dall’Agenzia delle Dogane.

flag euSi segnala la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 13.06.2017 del “Regolamento di esecuzione (UE) 2017/989” della Commissione, dell’8 giugno 2017.

Tale regolamento interviene a modificare alcune disposizioni del “Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447” (RE), che reca le modalità di applicazione di talune disposizioni del Codice doganale dell’Unione.

Le nuove disposizioni entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e, dunque, a partire dal 14.06.2017. Trattandosi di un regolamento dell’UE, si ricorda che esso è obbligatorio e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

• Dichiarazioni a lungo termine del fornitore – un’unica dichiarazione a copertura di più invii di merci per le quali si prevede che abbiano tutte lo stesso carattere originario (rif. art. 62 Reg 2015/2447).

L’operatore può rilasciare un’unica dichiarazione a copertura di più invii di merce (art.64, par.1, codice doganale)

La NUOVA dichiarazione riporta 3 date:

1) Data del rilascio (data in cui è stata compilata)
2) Data di inizio di validità che non può essere anteriore a 12 mesi alla data del rilascio o posteriore a 6 mesi dopo tale data
3) Data di termine del periodo che non può essere posteriore a 24 mesi dopo la data del rilascio

La nuova formulazione delle dichiarazioni di origine preferenziale consente al fornitore di rilasciare un’unica dichiarazione che copra contemporaneamente le merci consegnate entro la data del rilascio della dichiarazione sia quelle consegnate dopo tale data.

images

Il Ministero del Commercio estero algerino ha informato gli operatori del Paese che tutti i prodotti destinati alla rivendita nello Stato, tranne quelli essenziali per i cittadini, sono soggetti alle licenze di importazione. Le licenze di importazione riguardanti i prodotti di base quali semola, grano, olio, zucchero, latte e medicinali saranno automaticamente rinnovate.

Tale misura presa dal Governo algerino mira a regolare le operazioni di importazione ed incoraggiare la produzione locale.

L’operatore interessato ad ottenere la licenza deve produrre una domanda accompagnata, tra l’altro di:

- Fattura proforma indicante il prodotto, la quantità, il valore e l’origine del prodotto
- Documenti giustificanti la capacità finanziaria
- Esperienza nell’importazione del prodotto che egli intende importare.


Si ricorda che il pagamento di merce esportata da operatori italiani verso l’Algeria deve essere effettuato solo tramite credito documentario. Lo STUDIO DEL NEVO resta comunque a disposizione per eventuali ulteriori informazioni. (Fonte: ICE ALGERI)

                  

depositi iva

 

Il decreto fiscale n. 193/2016 ha modificato, con decorrenza dal 1° aprile 2017 le disposizioni in materia di depositi fiscali ai fini IVA. In particolare, si prevede che l’estrazione di beni da deposito IVA sia effettuata senza pagamento dell’imposta quando eseguita da esportatori abituali che si avvalgono della dichiarazione d'intento. Tale dichiarazione deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica. Con provvedimento del 2 dicembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha approvato un nuovo modello di dichiarazione d’intento, utilizzabile per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017.