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Si è svolto nella mattinata di Mercoledì 07/10/2020 un webinar organizzato da “British Embassy Rome Events”.

I relatori hanno sviluppato una panoramica della situazione in previsione dell’effettiva uscita di UK da Ue prevista per il 01/01/2021, per preparare le aziende italiane, paese che risulta essere l’ottavo partner economico di UK a livello globale.

Una delle prime precisazioni è che le novità non riguarderanno l’Irlanda del Nord, sia a livello daziario che di controlli doganali.

I controlli doganali si svilupperanno in 3 distinte fasi a partire da inizio anno:

1° fase: da 01/01/2021. Procedure doganali di base, con 6 mesi di tempo per emissione di DAU (bolla doganale). Da verificare in tale periodo la propria posizione fiscale nei confronti di HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs), in pratica il fisco inglese.

2° fase: da 01/04/2021. Pre-notifica e documentazione sanitaria obbligatoria su POAO (prodotti di origine animale)

3° fase: da 01/07/2021. Procedure doganali complete.

E’ stato ribadito che non vi è stata (e non è prevista per il futuro) nessuna richiesta di estensione del periodo transitivo attualmente in atto.

Importante l’incontro previsto per il 15/10 tra esponenti di UK e UE finalizzato all’appianamento delle ultime divergenze, che riguardano soprattutto i prodotti della pesca e il “Level Playing Field”, vale a dire l’allineamento normativo. L’obiettivo è sicuramente quello di arrivare alla stipula di un accordo di libero scambio (FTA – Free Trade Agreement) anche se al momento non è possibile fare previsione sul percorso di ottenimento di tale documento.

Il documento di riferimento dal lato inglese è il “Border Operating Model”: manuale in costante aggiornamento delle procedure di gestione delle operazioni di confine con UE.

Le indicazioni principali per gli operatori UE (e quindi italiani) sono le seguenti: dotarsi di un numero EORI (Economic Operator Registration and Identification) indispensabile per poter effettuare operazioni doganali. E’ un codice univoco, assegnato a livello della Comunità economica europea, da utilizzare nei rapporti con le autorità doganali europee. Per quanto riguarda l'Italia è stata presa la decisione di assegnare come numero EORI lo stesso della Partita IVA preceduto dalla sigla IT ove possibile o, in alternativa, il numero di Codice fiscale. La decisione è stata accompagnata dall'apertura di una banca dati automatica con i dati dei soggetti autorizzati che hanno effettuato operazioni con l'estero e la relativa assegnazione del codice EORI. I soggetti italiani che hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini doganali dopo il 30 giugno 2009 sono automaticamente registrati nella base dati EORI all'atto dell'effettuazione della prima operazione doganale.

A sua volta il soggetto UK dovrà essere dotato di codice EORI UK.

Per quanto riguarda le questioni IVA è possibile pagare l’IVA o chiederne il rimborso.

Alla fine del periodo di transizione, il governo UK introdurrà un nuovo modello per il trattamento IVA delle merci in arrivo in Gran Bretagna, ciò garantirà che le imprese del Regno Unito non siano svantaggiate dalla concorrenza delle importazioni esenti da IVA. Migliorerà inoltre l'efficacia della riscossione dell'IVA sulle merci importate e affronterà il problema dei venditori d'oltremare che non sostengono il pagamento dell'IVA sulle vendite di merci che si trovano già nel Regno Unito nel punto vendita.

Questo documento segue la pubblicazione, il 13 luglio 2020, di The Border Operating Model e amplia le sezioni relative al trattamento IVA delle spedizioni non superiori a £ 135 a partire dal 1 ° gennaio 2021.

 “Visti” per agenti commerciali: non saranno richiesti “visti” per permanenze inferiori a 6 mesi.

Sarà inoltre operativo un “Import Control System” che avviserà l’importatore UK dell’arrivo della merce ancora prima della sua partenza da UE: sarà previsto un “pre-lodgement” della bolla doganale prima dello spostamento fisico delle merci.

Particolare attenzione dovrà essere prestata per tutti gli operatori che utilizzano componentistica UK all’interno delle proprie distinte basi: eventuali componenti UK non potranno più essere considerati di origine preferenziale UE, con eventuali ripercussioni sull’attribuzione dell’origine preferenziale al prodotto finito.

Alo stesso modo autorizzazioni AEO (Authorized Economic Operator) rilasciate in UK no saranno più riconosciute a livello UE.

UKCA sarà il marchio di competenza UK che andrà a sostituire il marchio “CE”, il periodo di transizione coprirà l’intero anno 2021 e finirà quindi il 31/12/2021.

Tale marchio UKCA non sarà riconosciuto all’interno della UE e non avrà validità per l’Irlanda del Nord come detto sopra.

Anche a livello di REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals) vedrà la nascita di un nuovo marchio “UK REACH” che agirà in parallelo a quello già esistente.

A fine periodo di transizione è previsto un nuovo registro UK per le produzioni IGP (indicazione geografica protetta) la cui tutela dovrebbe essere ricompresa nell’accordo di libero scambio UE/UK.

 A breve sarà disponibile una lista completa di tutti prodotti soggetti ad accisa (esempio: tabacco, alcool, ecc….) che dovranno seguire un iter particolare, il cui controllo sarà fin da subito totale.

UK aderisce fin da subito al regime comune di transito (per merci di passaggio da UK ma destinate a paesi terzi).

Per quanto riguarda i dazi doganali il documento di riferimento è il “UK GLOBAL TARIFF”, attualmente in costante aggiornamento e visitabile al seguente link: https://www.gov.uk/check-tariffs-1-january-2021