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L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n. 117/2020 del 23 aprile ha precisato, richiamando quanto già chiarito dalla stessa con la risposta n. 100 dell’8 aprile 2019, che ai fini del riconoscimento del regime della non imponibilità IVA previsto per le cessioni intracomunitarie, la prova del trasporto dei beni in altro Stato membro, in caso di cessioni ex-works, può essere fornita mediante un insieme di documenti, utilizzati a corredo del documento di trasporto, a condizione che:

  • dai descritti documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l'operazione a cui si riferiscono;
  • si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat".

Tenuto conto di tali principi, a parere dell’Agenzia, è pertanto conforme alle regole UE riguardanti la prova della movimentazione della merce, l'insieme dei documenti indicato dalla società istante:

  • CMR firmato dal trasportatore e dal cessionario per ricevuta,
  • documentazione bancaria attestante il pagamento della merce,
  • dichiarazione del cessionario di ricevimento dei beni,
  • corretta presentazione degli elenchi INTRASTAT.