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Con un proclama presidenziale emanato in data 8 marzo 2018, e richiamandosi alla sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America ha autorizzato il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti all’adozione di dazi aggiuntivi ad valorem, nella misura del 25% per una serie di articoli (grezzi, semilavorati e finiti) in acciaio e del 10% per una serie di articoli in alluminio.

Il provvedimento segue ad un’indagine realizzata dal Dipartimento del Commercio ed e’ stato motivato dalla necessita’ di tutelare la sicurezza interna degli Stati Uniti, in quanto si tratta di prodotti che hanno applicazioni in settori industriali ritenuti strategici per la sicurezza nazionale.

Il provvedimento prevede inoltre la possibilita' di non applicare o ridurre i dazi nel caso di paesi con i quali gli USA abbiano relazioni di sicurezza e di articoli che non potrebbero essere prodotti negli USA, laddove gli Stati Uniti e tali paesi riescano ad accordarsi per misure alternative ai dazi che possano fornire un'adeguata risposta alle esigenze evidenziate dell'indagine (minaccia alla sicurezza nazionale). Il provvedimento tuttavia non fornisce ulteriori indicazioni in merito.

Con l’emanazione dei regolamenti applicativi da parte del Dipartimento del Commercio i nuovi dazi aggiunti sono entrati in vigore dal 23 marzo 2018.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Le voci doganali interessate dal provvedimento sono individuate sulla base del Sistema Armonizzato Internazionale di Tariffe Doganali (HTS) e sono le seguenti:

a) Acciaio: codici da 7206.10 a 72

16.50, da 7216.99 a 7301.10, 7302.10, da 7302.40 a 7302.90, e da 7304.10 a 7306.90, incluse eventuali revisioni a queste classificazioni.

b) Alluminio: 7601; 7604; 7605; 7606; 7607; 7608; 7609; 7616.99.51.60 e 7616.99.51.70.

  

APPLICAZIONE DEI DAZI AI PAESI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA. 31 MAGGIO 2018

I Paesi Membri dell’Unione Europea avevano inizialmente beneficiato, con proclama presidenziale del 22 marzo 2018, dell'esenzione temporanea dai dazi aggiuntivi su acciaio e alluminio.

Successivamente, con un nuovo proclama presidenziale emanato il 30 aprile 2018 veniva prorogata la sospensione dall'applicazione dei dazi per quei paesi con i quali intercorrono relazioni amichevoli e che si fossero mostrati disponibili ad avviare negoziati per individuare soluzioni alternative per rimuovere le minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti che hanno determinato l'adozione dei dazi aggiuntivi. Nel caso infine dei due paesi, oltre agli USA, membri del NAFTA (Canada e Messico) e dei paesi membri dell'Unione Europea, veniva fissata una nuova proroga di un mese, fino al 1 giugno 2018.

In data 31 maggio 2018, non essendo i negoziati riusciti a produrre un accordo, sono stati emanati due proclami presidenziali che confermano l’applicazione dei dazi aggiuntivi, rispettivamente al 25% per l'acciaio e al 10% per alluminio, nei confronti di Unione Europea, Canada e Messico, con entrata in vigore a partire dal 1 giugno 2018.

 PAESI ESENTATI DAI DAZI A SEGUITO DEI PROCLAMI PRESIDENZIALI DEL 22 MARZO 2018 E SUCCESSIVI PROCLAMI DEL 30 APRILE 2018 E DEL 31 MAGGIO 2018

I Proclami Presidenziali del 22 marzo 2018 e del 30 aprile 2018, che stabilivano l'esenzione di alcuni Paesi partner dai nuovi dazi su alluminio e acciaio, sono stati definitivamente confermati dai proclami presidenziali del 31 maggio 2018.

Pertanto sono ormai effettive e definitive le esenzioni dai dazi per i seguenti paesi:

• Corea del Sud, per cui il proclama del 30 aprile ha sancito la definitiva rimozione dei dazi aggiuntivi, in quanto si prende atto del raggiungimento di un accordo bilaterale per misure alternative che consentono di prevenire ogni minaccia alla sicurezza nazionale degli USA;

• Argentina, Australia e Brasile per i quali, dopo la sospensione a tempo indeterminato sancita nel proclama del 30 aprile in attesa definire i dettagli dell’accordo, il successivo proclama del 31 maggio ha sancito la definitiva rimozione dei dazi in virtu' del raggiungimento di un accordo definitivo con gli stessi.

  

PROCEDURA PER ISTANZA DI ESCLUSIONE

Il 19 marzo 2018 e’ stato emanato dal Bureau of Industry and Security (Agenzia del Department of Commerce), sotto 15 CFR Part 705, un regolamento relativo alla procedura per la presentazione di domanda di esclusione dall’applicazione dei dazi nei prodotti interessati (v. sopra “ambito di applicazione” per l’esatta indicazione dei codici doganali HS) e per la presentazione di obiezioni da parte di terzi statunitensi alle richieste di esclusione.

L’esclusione e’ contemplata per quei prodotti che non sono reperibili sul mercato domestico degli Stati Uniti, oppure la cui produzione e’ da escludersi per ragioni di sicurezza.

La domanda puo’ essere presentata esclusivamente da societa’ statunitensi che utilizzano tali prodotti per attivita’ manifatturiere o di distribuzione commerciale ad aziende manifatturiere statunitensi.

La valutazione della domanda e’ a discrezione dell’Amministrazione.

Il provvedimento di esclusione è emanato dal Segretario al Commercio, in consultazione con altri funzionari dell’Amministrazione ed è previsto un termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda per la valutazione della stessa.

Ambedue le richieste di esclusione e le obiezioni da parte di terzi verranno rese disponibili per visione pubblica presso il sito: regulations.gov.

Si raccomandano quindi le aziende italiane esportatrici interessate dal provvedimento, di mettersi in contatto con i propri importatori o clienti utilizzatori finali con i quali intercorrono i rapporti commerciali, per verificare se abbiano gia’ valutato la fattibilita’ di presentare istanza di esclusione e se si siano attivati per eventuali istanze collettive.

ANALISI DELLE IMPORTAZIONI

Per quanto riguarda le importazioni degli USA di acciaio e alluminio, limitatamente ai prodotti ricadenti nei codici doganali HTS interessati dal provvedimento (v. sopra, al paragrafo: “ambito di applicazione”), le importazioni USA dall’Italia per i prodotti in acciaio nel 2017 ammontavano a complessivi 0,73 miliardi di USD con un peso dell’ 1.5% sul totale delle importazioni USA dall’Italia, mentre quelle dei prodotti in alluminio contavano per 0,11 miliardi di USD con un peso dello 0,2% sulle importazioni complessive degli USA dall’Italia.

1. ACCIAIO

Gli Stati Uniti, nel 2017, hanno importato complessivamente circa 28,7 miliardi di USD di prodotti in acciaio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, in aumento del + 31,3% rispetto al 2016.

I principali paesi fornitori sono la Canada con 5,1 miliardi di USD e una quota di mercato del 17,9%, seguita da Corea del Sud (2,7 miliardi di USD e 9,6%), Messico (2,5 miliardi di USD e 8,8%), Brasile (2,4 miliardi di USD e 8,5%), Giappone (1,5 miliardi di USD e 5,4%). La Cina e’ al 10° posto con 1 miliardo di USD e una quota del 3,6% . L’Italia e’ alla 12^ posizione tra i paesi fornitori degli USA, con un valore, come detto sopra, di 0,73 miliardi di USD ed una quota di mercato del 2,5%.

In particolare, per quanto riguarda le importazioni dall’Italia i nuovi dazi doganali aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono in particolar modo le voci sotto la categoria HS 72, cioe’ articoli grezzi o semilavorati. Il provvedimento ha impatto su circa il 68%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.


2. ALLUMINIO
Per quanto riguarda prodotti in alluminio (grezzo e semilavorati) tra quelli oggetto dai dazi aggiuntivi, le importazioni degli USA nel 2017 sono ammontate a complessivi 19,1 miliardi di USD in aumento del +28,6% rispetto al 2016.

Per quanto riguarda i nuovi dazi aggiuntivi adottati dall’Amministrazione federale USA colpiscono una parte delle voci della categoria HS76, in particolare i semilavorati e alcuni prodotti finiti (tubi, fili, cavi). Il provvedimento ha impatto su circa il 98%, in termini di valore, dell’export italiano nelle voci considerate.